Una conclusione che non beneficia a nessuno, all’immagine di un’organizzazione sportiva né tantomeno alla percezione di eccessiva intransigenza del professionista. L’esonero di Sergio Scariolo dal ruolo di head coach della Virtus Bologna ha scoperchiato un vaso di Pandora sì intrattenente ed emozionante, sì creatore di engagement e interazioni, ma certamente non ideale per la credibilità di tutti i soggetti coinvolti e l’ambiente che li contiene. Come troppe volte negli ultimi decenni, di pallacanestro italiana si sarà destinati a parlare non solo per i trofei, le rivalità in campo e i talenti valorizzati dagli staff tecnici, ma per quello che succederà tra carte, documenti e testimonianze di un tribunale.
Con la comunicazione ufficiale dell’esonero del coach bresciano si era paventata la possibilità che Massimo Zanetti e la dirigenza Virtus valutassero un licenziamento per giusta causa, in virtù di accordi presenti nel contratto non rispettati da Sergio Scariolo. Al momento (20 settembre, ore 10.30, ndr) la dinamica è in fieri: la Virtus non ha contattato nessun avvocato o legale. Giova ricordare che tra esonero e licenziamento corre una differenza tutt’altro che risibile. Con esonero si intende non una risoluzione del contratto in essere ma una dispensa dall’adempimento delle proprie obbligazioni contrattuali, l’interruzione dunque del rapporto lavorativo ma non di quello giuridico.
La risoluzione del contratto, casistica entro la quale è da considerarsi il licenziamento per giusta causa, è invece la modalità con cui anche i legami giuridici vengono meno. Il licenziamento per giusta causa è una misura imposta dalla società nel caso di grave inadempimento da parte del dipendente di alcuni obblighi esplicitamente presenti nel contratto di lavoro. Dalla specificità e dalla veste formale dell’inserimento degli stessi all’interno degli accordi dipende la legittimità della richiesta da parte della società.
Nonostante la procedura non sia ancora stata ufficialmente avviata, già nella giornata della comunicazione dell’esonero l’EHCB (associazione degli allenatori di EuroLeague) si è schierata a sostegno di Scariolo parlando di una “mancanza di rispetto” e promettendo di tutelare il commissario tecnico della Spagna per qualsiasi evenienza, come per anticipare la prossima mossa della società virtussina e preparare il campo per uno sviluppo che, al momento dell’esonero e del successivo comunicato EHCB, occorre ricordare che non si è ancora presentato pubblicamente.
Quella che sembrava una promessa financo eccessiva, date le condizioni immediatamente successive all’esonero del coach, dell’EHCB nei confronti di Scariolo, nel corso dei giorni si è rivelata invece profetica. Nella conferenza stampa di presentazione di Luca Banchi, Massimo Zanetti ha parlato anche degli “incontri” di Scariolo con Toronto e Real Madrid nella passata stagione, evidentemente non apprezzati eticamente dal board Segafredo. Con queste dichiarazioni si entra nell’analisi letterale delle frasi pronunciate. La dirigenza virtussina, si può affermare senza ombra di dubbio o di smentita anche in seguito a interviste precedenti sia della società di Scariolo, aveva dato l’assenso per i colloqui a distanza e in presenza tra Scariolo e i Raptors, uno via Zoom avvenuto addirittura durante la serie di LBA Finals con Milano.
Quando però Zanetti parla di “incontri” e “colloqui”, tuttavia, non pone distinzioni tra il caso dei Raptors e quello del Real. Con entrambe le società, secondo la versione delle Vu Nere, Scariolo si sarebbe incontrato di persona, cosa che nel caso dei Blancos non sarebbe passata dall’autorizzazione della Virtus e che configurerebbe la richiesta di licenziamento per giusta causa. Tra “incontri” e “contatti“, però, c’è una differenza: un allenatore, come un qualsiasi dipendente, ha il diritto di contattare ed essere contattato dal altre società, tramite un messaggio o una telefonata, e così pare avvenuto tra Sergio Scariolo e il Real nella stagione 2022/2023.
La Virtus, in soldoni, dice “Scariolo si è incontrato col Real senza il nostro permesso e senza che il contratto gli permettesse di farlo“, Scariolo e l’EHCB dicono “Scariolo e il Real si sono parlati ma non si sono incontrati, non contravvenendo alcun vincolo contrattuale“. Intenzionato, a suo dire legittimamente, a percepire l’intero stipendio che il contratto ancora in vigore al momento (20 settembre, ore 10.30, ndr) con la Virtus Bologna, stando alle informazioni divulgate da Relevo Sergio Scariolo starebbe valutando di “intraprendere azioni legali” nei confronti della società con sede in Via Dell’Arcoveggio. Anche in questo caso vale la pena soffermarsi su alcuni termini tecnici, dato che si è già parlato di “querela” nei confronti di Massimo Zanetti.
Riducendo il lessico giuridico ai minimi termini, con “ingiuria” si intende l’offesa recata all’onore e al decoro di una persona presente quando viene proferita la frase; con “diffamazione” l’offesa nei confronti della reputazione altrui commessa comunicando con altre persone; con “calunnia” l’accusa ingiustificata di una persona, davanti a una pubblica autorità, di un fatto non vero. Per punire il colpevole di diffamazione è necessario presentare una querela alle autorità, mentre l’ingiuria non è più reato. Oggi è un illecito civile, per il quale si deve procedere con una causa civile che si può fare attraverso il proprio avvocato. Delle modalità e dei tempi coi quali la giustizia ordinaria saprà riconoscere le responsabilità ed eventuali colpe e pene non dovrebbero essere interessati i puri appassionati del Gioco, ma sarà un aspetto di cui tenere inevitabilmente conto.





