Qualità tecniche
Durante tutti i suoi anni di carriera, Matt Thomas si è sicuramente guadagnato un’ottima nome di tiratore scelto. La caratteristica che più di tutte è fondamentale nel suo gioco, infatti, è il tiro dalla lunga distanza. In ogni squadra in cui ha giocato, Thomas è riuscito a contribuire costantemente con le sue ottime percentuali dall’arco: 45.9% all’Obradoiro, 48.5% al Valencia, 47.5% ai Raptors e 38.5% ai Bulls. Inoltre, queste percentuali sono accompagnate anche da grandi volumi di tiro. Nelle due stagioni in Europa, Thomas ha tentato rispettivamente 5.2 e 4.6 triple ogni gara. Date queste premesse, è chiaro quanto l’ex Valencia svolga un lavoro eccelso lontano dalla palla. La sua rapidità di piedi e cambi di direzione, uniti a ottime uscite dai blocchi e gestioni dei passaggi consegnati, lo rendono un giocatore in grado di tenere costantemente in pensiero le difese avversarie.
Back-to-back 3s 🤯
Matt Thomas can not be stopped https://t.co/eJ2siMfsQM
— NBA TV (@NBATV) December 28, 2021
Questa sua pericolosità dall’arco è unita a un buon attacco dei closeout, situazioni in cui Thomas ha sempre mostrato di sapere anche mettere la palla a terra. La guardia statunitense è uno di quei giocatori che in attacco non si ferma mai, riposizionandosi in ogni momento e bravo a capire le spaziature migliori in cui inserirsi. Thomas possiede anche un’eccellente velocità nel decision making, riuscendo a capire in un secondo cosa sia meglio fare: tirare, palleggiare o passare il pallone. Anche in quest’ultima specialità l’ex Bulls ha fatto vedere di avere una buona visione di gioco, nonostante delle medie negli assist non molto elevate per via delle poche volte in cui si è trovato a gestire il pallone in mano.
Proprio l’ultimo punto, la gestione della palla, merita un approfondimento particolare. Come abbiamo detto, Thomas ha sì mostrato una buona visione, ma non è il tipico giocatore a cui mettere in mano la palla in situazioni di pick ‘n’roll. Raramente lo si vede tenere molto in mano la palla, né tantomeno gestire un attacco come un playmaker farebbe. Radonjic quindi non potrà fare affidamento su di lui in cabina di regia, ma sicuramente potrebbe sfruttare la sua capacità nelle letture in uscita dai blocchi.
Passando a quelli che sono i punti deboli del gioco di Thomas, non può non essere menzionata l’altra metà campo. Se in attacco lo statunitense può essere un fattore, la stessa cosa non può essere detta della sua difesa. Thomas non crea particolarmente pressione sul pallone, non ha una grande taglia fisica e non possiede chissà quali abilità a rimbalzo. In questo, la sua squadra dovrà essere brava a non renderlo un punto debole, ma piuttosto ad aiutarlo e nasconderlo come si può.





