Attacco
Descrivere il gioco offensivo di Geoffrey Groselle è piuttosto semplice. Il mancino ex Zielona Gora è un grandissimo corpo da mettere vicino a canestro e come ci racconta l’analisi dei suoi playtype è il tipico giocatore di post basso (43.7% delle sue conclusioni) che, molto spesso, avrà un mismatch fisico con il proprio difensore e saprà creare vantaggio sia per sé che per i compagni.
Il suo gioco spalle a canestro è molto efficace e sa muoversi piuttosto bene per concludere sia con la mano destra che con la mano sinistra. Il gioco di piedi vicino a canestro è molto buono per un giocatore di quella stazza. Un’altra peculiarità molto interessante è la capacità di leggere i raddoppi, far uscire la palla in modi e tempi corretti per generare attacco per i suoi. Commendevole nell’ultima partita stagionale contro Kazan, dove la sua bravura nel generare triple aperte sul lato opposto ha permesso ai ragazzi di Tabak di rimanere a contatto nel primo tempo. Questa doppia capacità offensiva denota intelligenza e qualità che storicamente piacciono agli allenatori.
Oltre al suo gioco spalle a canestro è un buonissimo bloccatore per le uscite dei propri compagni, forse migliore qualitativamente lontano dalla palla rispetto a quando blocca sui pick and roll, dove una relativa esplosività e rapidità di esecuzione ne limitano le soluzioni anche se ha generato un vantaggio nel gioco a due. A chiudere il suo arsenale c’è un curiosissimo (ma molto utilizzato) floater dalla zona del tiro libero, con la sua mano mancina, che sente suo grazie a un ottimo tocco nella zona del pitturato. Essendo un tiro molto difficile non sempre finisce in fondo alla retina, ma sicuramente non stupitevi se su un rimbalzo lungo userà questa soluzione.
Infine il vero tallone d’Achille sono i tiri liberi, un vero e proprio supplizio dal punto di vista del risultato più che dell’esecuzione in sé. Difficilmente ci sono tiri uguali all’interno di una partita: uno lungo, uno corto, uno dentro tipico di chi ha una familiarità ridotta con la linea della cosiddetta carità. Il 62% con cui ha chiuso la scorsa stagione non è assolutamente una statistica fuorviante.


