JALEEN SMITH (Alba Berlino)
Se il percorso di conquista dell’Eurolega di Frankamp è partito dall’Eurolega, quello di Jaleen Smith ha la sua prima tappa nella seconda divisione tedesca, precisamente a Heidelberg, una volta uscito dall’università di New Hampshire. A differenza di quello che ci si potesse aspettare, la sua stagione da rookie fu disastrosa sia dal punto di vista tecnico dove diede l’impressione di un buon giocatore di contorno per la ProB, che soprattutto statistico, chiudendo con neanche 7 punti di media e percentuali tutt’altro che incoraggianti.
A salvarlo la sua grande propensione difensiva e la sua capacità di restare sempre attaccato al giocatore avversario più pericoloso. Inoltre una certa duttilità tattica, nella stagione successiva sempre a Heidelberg, lo porta alla svolta a livello offensivo migliorando statistiche e percentuali, oltre che a confermare la versatilità di ruoli in attacco. Questa nuova dimensione lo ha catapultato al provino con Ludwigsburg in massima serie tedesca, che nel giro di due anni l’ha trasformato nell’all-around capace di vincere il titolo di MVP della Bundesliga e di portare la squadra in semifinale dopo aver dominato la Regular Season.
Dal punto di vista estetico Smith non cattura lo sguardo e si nota fin da subito quanto sia costruito come giocatore, ma la sua efficacia in campo è totale. Gioca il PnR sfruttando forza fisica per aprirsi i varchi in penetrazione e ha visione per giocare costantemente con i compagni, bilanciando la sua prorompenza nell’attaccare il ferro con un jumper sempre più convincente dal palleggio.
E sul lato difensivo Smith conferma di essere un vero valore aggiunto. In difesa individuale è impossibile creare separazione contro di lui, perchè alla forza fisica combina anche piedi molto rapidi e un’apertura alare che gli permette di contestare il tiro con incredibile frequenza. A questo aggiungiamoci una buona dose di intensità e cattiveria agonistica e il cocktail letale è concluso.
A Berlino uno specialista del genere serviva come il pane, dopo aver chiuso la scorsa stagione tra le peggiori squadre a livello difensivo. La traduzione a livello offensivo è ancora un’incognita, ma lo staff di Israel Gonzalez potrebbe avere per le mani un giocatore con ruolo e funzioni simili a quelli di Daniel Hackett a Mosca. Un mastino difensivo multiposizione da servire in determinate azioni per sfruttare le caratteristiche fisiche.




