Ci deve essere qualcosa nell’acqua in Germania. La crescita della Bundesliga e delle sue squadre in campo europeo sta passando anche dalle mani della nuova generazione di guardie: Jhivvan Jackson è l’ennesimo nome reso famoso dalla BBL e dalle competizioni europee sorelle minori di Eurolega. Andiamo a vedere come gioca il piccolo grande play-guardia di Würtzburg.
PEDIGREE – Jhivvan Jackson è nipote di Flor Meléndez, portoricano, assistente allenatore della nazionale boricua che nel 2004 batté gli USA alle Olimpiadi: grazie a lui ha preso la cittadinanza portoricana. Il classe 1998 del St. Oliver Würzburg è una combo guard compatta (182 cm per 77 kg) che sta mettendo a ferro e fuoco le difese di Bundesliga e Basketball Champions League: è terzo per punti a gara in Germania (18.9) e in BCL (20.7), tirando nel complesso con il 60% di true shooting (il 90% ai liberi ovviamente alza la cifra e non di poco).
Com’è normale quando si ha a che fare con combo guard di questo tipo, anche nel caso di Jackson il pick and roll è l’arma più usata, e di gran lunga (42% dei propri possessi offensivi), situazione in cui tira con il 58% da 2 e con il 38% da 3: sono ottime cifre, soprattutto considerato il coefficiente di difficoltà delle conclusioni che si prende.
In questa situazione non è frequente vederlo attaccare il ferro; sa finire con entrambe le mani, ma il fisico è evidentemente penalizzante quando deve concludere contro i lunghi in aiuto. Ha un ottimo floater per battere i tentativi di stoppata e un primo passo molto rapido con cui sa battere eventuali mismatch. Al ferro c’è molta discrepanza tra BBL e BCL: in campionato converte il 53% delle proprie conclusioni, in Europa il 67%, per 3Stepsbasket.
È anche particolarmente efficace sui consegnati, situazione in cui segna 1.2 punti per possesso.
MARGINI DI MIGLIORAMENTO – In isolamento emergono forse i limiti del giocatore. In questa situazione, Jackson segna 0.93 punti per possesso e tira piuttosto male da 3 (28%). Spesso si intestardisce palleggiando troppo sul posto, preferendo un jumper a un tentativo di penetrazione (cosa che, peraltro, gli riesce anche bene). Dalla sua ha un ottimo tocco nei pressi del canestro e una capacità innata di segnare anche in condizioni di precario equilibrio. Ovviamente, il fatto di non essere fisicamente prestante si nota nella sua scarsa predisposizione a prendere fallo e, di conseguenza, ad andare in lunetta (tira solo 3.4 liberi di media a partita in BCL).
In transizione segna 1.2 punti per possesso, e quando conduce il contropiede può rendersi efficace battendo in velocità i difensori e appoggiando al ferro. In questa circostanza si impenna anche la percentuale di liberi tirati (oltre il 18%) proprio per questo motivo.
È un passatore discreto, ma tende a basarsi molto sui propri istinti e ad affrettare le scelte soprattutto quando viene raddoppiato o il lungo esegue uno show forte in situazioni di pick and roll: l’altezza ridotta è un limite quando sei aggredito da giocatori oltre i due metri che oltretutto alzano le braccia per sporcare il passaggio.
Nel complesso, per essere al suo primo anno in una competizione europea, Jackson sta facendo una stagione eccellente che lo porterà sicuramente a essere ricercato da squadre di fascia più alta in Champions League o, perché no, anche di livello più alto.





