Difesa
Al talento offensivo di Karvel Anderson si aggiunge un talento difensivo che lo rende sicuramente un giocatore interessante per un livello di A2, ma da valutare in una squadra con obiettivi di salvezza in LBA come la Verona di quest’anno. Anderson tuttavia non è il classico americano svogliato in fase difensiva, ed anzi, a volte l’energia che impiega nella difesa sembra superare l’energia effettivamente richiesta per tale situazione.
Anderson ha discrete doti di difesa individuale. Quando coinvolto sull’uomo di francobolla ad esso, inseguendolo in ogni parte del campo e facendo valere la velocità che lo contraddistingue per non lasciare il minimo spazio all’avversario. Tale abilità tuttavia scompare appena il suo uomo è coinvolto in un pick n’ roll o in un gioco dinamico. La velocità che impiega nella difesa lo porta, nella maggior parte dei casi, a passare sotto sui blocchi. Tale caratteristica non è minimamente trasportabile al piano superiore, dove giocatori di livello più alto puniranno sistematicamente tale mancanza.
Nel gioco difensivo di Anderson tuttavia il passare velocissimamente sotto i blocchi sembra fondamentale se vuole mantenere il contatto con l’uomo. Quando prova a passare sopra il bloccante infatti rimane quasi sempre incastrato e concede all’avversario moltissimo spazio, o addirittura il cambio sul lungo. Neanche a dirlo tale caratteristica dovrà in qualche modo essere limata, o nascosta, da coach Ramagli.
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Tiene una posizione troppo alta che lo porta spesso ad inseguire l’uomo piuttosto che a muoversi lateralmente. In generale quindi Anderson non è sicuramente un ottimo difensore, anche se sa riaccoppiarsi bene anche in transizione e lascia veramente poco spazio al proprio uomo. Spesso pecca di ingordigia e tende a strafare un po’, oltre ad evidenziare i limiti esplicitati sopra.





