DIFESA
Il lato difensivo è forse quello dove Hervey fa più venire l’acquolina in bocca per quello che potrebbe diventare. Il fisico e l’atletismo, infatti, lo rendono un perfetto prototipo di lungo in grado di difendere su più ruoli nella propria metà campo, riuscendo ad essere efficiente sia sulla palla che lontano da essa. Pashutin, in stagione, talvolta lo ha utilizzato inizialmente su play o guardie avversarie, così da poterlo poi spendere comodamente sui cambi in situazioni di blocco.
A costo di essere ripetitivi, quello su cui l’ex Kuban deve lavorare maggiormente è la capacità di rimanere concentrato per 24″, senza pause che lo portino a rilassamenti fatali. Ha la tendenza a guardare troppo la palla quando difende lontano da essa o di staccarsi troppo dal suo uomo quando in marcatura diretta. Questo appare come uno dei miglioramenti chiave che dovrà fare per passare dall’essere un giocare di alto livello in Eurocup a un affidabile profilo di Eurolega.

Focus difensivo da migliorare che si vede anche in situazioni di recupero difensivo sul perimetro. Dove ha la tendenza a saltare troppo facilmente sulle finte di tiro avversarie. Un difetto da migliorare, anche perché quando riesce a tenere i piedi ben saldi sul parquet ad attivi è capace di annullare fisicamente l’attaccante.
Hervey è un buon rimbalzista per il ruolo, soprattutto considerato il fatto che, sia in attacco che in difesa, passi più tempo lontano dal canestro piuttosto che nei suoi pressi. Ha sfiorato i sei rimbalzi di media in poco meno di ventisette minuti, con un complessivo 13.3% di total rebound percentage, dimostrando buona propensione più sotto il proprio ferro che vicino a quello avversario. Un dato non secondario, considerando anche la capacità di aprire la transizione direttamente dal palleggio. Globalmente numeri buoni ma che, nuovamente, limando qualche passaggio a vuoto di concentrazione, potrebbero essere ancora migliori.
Con le prolunghe che si ritrova montate al posto delle braccia è stoppatore assai insidioso sui tiratori, piazzati o dal palleggio. Sia sulla difesa uno contro uno, che sui recuperi sul perimetro, nel momento in cui stacca da terra per contestare il tiro può arrivare a toccare palloni su cui molti difensori non avrebbero una chance. E spesso questo sorprende gli avversari, convinti di avere lo spazio minimo per lasciar partire la conclusione.
Stesso discorso, amplificato, vale per le palle recuperate. Che non sono necessariamente sinonimo di grande difensore, ma sono state quasi due per partita nell’ultima stagione: terzo nella speciale classifica in VTB League con 1.5 a gara e quinto in Eurocup con 1.9 (peraltro subito dietro a un suo futuro compagno di squadra, Alessandro Pajola). Per quanto la posizione difensiva non sia sempre inappuntabile, le mani restano costantemente attive per sporcare il pallone dalle mani del diretto avversario. E sulle linee di passaggio è sempre una minaccia.
La capacità di arrivare a toccare palloni impensabili per giocatori che non abbiano a disposizione le sue dimensioni fisiche è sicuramente una delle caratteristiche che più affascina di Hervey. E pensarlo in un quintetto con un altro ladro di palloni come Alessandro Pajola fa brillare gli occhi, pensando ai contropiedi che queste palle recuperate potrebbero generare.




