DIFESA
Se provare a immaginare Ojeleye in un contesto offensivo di basket europeo può non essere esercizio banale, diverso è il discorso per quanto riguarda il lato difensivo. Che è, poi, quello per cui probabilmente lo staff Virtus gli ha messo gli occhi addosso.
Se, infatti, i bianconeri con Lundberg hanno colmato il vuoto di un attaccante pericoloso palla in mano, con Ojeleye hanno trovato quel mastino che certamente mancava sugli esterni.
Come dicevamo in precedenza, si è costruito la sua carriera soprattutto grazie al suo impatto difensivo. Che, peraltro, gli valse un periodo di relativa celebrità nella serie di playoff che i Celtics giocarono contro Milwaukee nel 2018. A lui fu assegnato il compito di marcare Giannis Antetokounmpo. E lui assolse al compito in maniera egregia. Meritandosi, con la classica enfasi tutta USA, il titolo di “Giannis Stopper”.
In questi anni Ojeleye non ha perso la caratteristica di prendere spesso il miglior giocatore avversario sul campo.
Di più, mostrando la grande versatilità di potersi giostrare su almeno tre ruoli, marcando dalle guardie ad entrambi i ruoli di ala.
Per esempio, nel prossimo video vediamo come nella partita contro Cleveland, prima faccia un ottimo lavoro nel limitare Colin Sexton uno contro uno, poi lo contenga sul cambio difensivo partendo in marcatura su un lungo. Infine, ancora cambiando sul pick&roll, faccia un ottimo lavoro in difesa individuale contro Caris LeVert.
E’ chiaro che un giocatore con quel tipo di versatilità difensiva e la capacità di incidere a livello NBA contro quel genere di avversario, possa solo che far venire l’acquolina in bocca se pensato a livello FIBA. Diventa quasi non un’eresia pensarlo come potenzialmente capace di marcare tutti e cinque i ruoli in campo. O comunque di poterlo fare con massima efficacia su quattro e farsi rispettare nelle situazioni di cambio contro centri molto più grandi di lui.
Di sicuro è un giocatore che permetterà massima versatilità difensiva alla Segafredo. Può partire marcando la palla, o lontano da essa, magari sull’esterno più pericoloso. Se coinvolto in situazioni di pick&roll, sia sul palleggiatore che sul bloccante, può cambiare e rimanere accoppiato in maniera efficace. Insomma, nuovamente, si ripropone il discorso che Ojeleye ha dovuto affrontare in NBA ma a un livello completamente diverso: quanto più dominante saprà essere in difesa, quanto meno in attacco ci sarà estrema necessità di lui.
L’unico piccolo dubbio, vedendo il suo trascorso NBA, può venire su situazioni di post basso. Dove ha subito, in alcuni casi, avversari più alti di lui che gli hanno potuto tirare in testa. In altri, è sembrato mancare di un po’ di durezza fisica per contrastare giocatori più interni e pesanti.
Anche qui, discorso tutto da verificare in un contesto FIBA. Dove raramente troverà ali con le dimensioni per potergli tirare in testa. E dove le situazioni di difesa su centri di stazza saranno quanto meno residuali.





