Attacco
Proviamo a capire meglio che tipo di giocatore è, nel dettaglio, Tyus Battle. Parliamo di un profilo piuttosto versatile, che per certi versi sta ancora cercando la sua dimensione in Europa, ma che fondamentalmente può essere impiegato dall’1 al 3, nascendo essenzialmente come guardia. Battle ha discreta taglia e centimetri, in VTB è stato listato a 198cm e 95kg, ai quali unisce un potenziale atletico notevole, che lo rendono molto interessante offensivamente. Un quadro più chiaro sul suo gioco offensivo possiamo averlo dando un’occhiata ai suoi playtypes della scorsa stagione (campione, come detto, di 24 gare).

La soluzione offensiva più usata dal nativo del New Jersey è il pick&roll, che sfrutta per crearsi spazio e separazione, oltre che per creare per i compagni. Qui è doveroso approfondire relativamente alle sue doti di playmaking: con l’eventuale addio di Spissu, gli potrebbero essere assegnati maggiori compiti da questo punto di vista, sarebbe nelle sue corde? Finora, Battle ha mostrato buoni lampi di playmaking nell’ambito della creation, specie quando riesce a traslare ai compagni un vantaggio creato in proprio, mentre latita ancora decisamente la sua capacità di organizzare il gioco e gli schemi di squadra. Comunque, è una dimensione su cui può lavorare, disponendo di un buon QI cestistico, ma l’impressione è che Sassari debba cercare un altro aiuto in cabina di regia in caso di addio del proprio fedelissimo. Seguono a ruota il pick&roll, due delle circostanze che più hanno contraddistinto la sua parentesi all’Enisey: gli isolamenti e le transizioni. I suoi ISO hanno costituito il 16,8% dei possessi giocati, sarà interessante capire quanto spesso il nuovo assetto sassarese gli richiederà delle soluzioni offensive personali. Tale frequenza, è anche influenzato dal contesto di squadra, non dei migliori, in cui l’Enisey non offriva una fase offensiva così organizzata da sganciarsi dalle iniziative dei propri singoli. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda le transizioni, che possiamo definire il vero e proprio marchio di fabbrica di Tyus Battle. In campo aperto è sostanzialmente inarrestabile, cerca spesso e volentieri di correre il parquet dopo una recuperata o un rimbalzo, è estremamente veloce, oltre che piuttosto fisico ed atletico, dunque diventa parecchio difficile da fermare. In questa clip possiamo notare quando sia a suo agio in partenza lanciata.
https://youtu.be/KjhuOfMqlK4
A volte tende a deragliare, ma glielo si può concedere in quanto ha un potenziale nel merito veramente esplosivo. Per ribadire il concetto, di seguito vediamo quella che forse è stata la giocata più bella della sua ultima stagione, oltre che senza dubbio la più emblematica. Al cospetto del CSKA poi coronato campione, Hackett perde il pallone, Battle lo raccoglie e va in crescendo fino ad una poderosa schiacciata dall’altro lato.
https://youtu.be/en-HuELEt1A
Tutto ciò lascia pensare che l’americano possa trovarsi bene in un sistema di gioco che impone ritmi sostenuti. Ebbene, è vero che cambia l’allenatore e qualche componente del roster (ci sono anche diverse conferme), eppure la filosofia dirigenziale in fase di costruzione del roster avrà tenuto in considerazione i ritmi alti che hanno caratterizzato la Dinamo dello scorso anno. Sassari, infatti, è stata per distacco la squadra col PACE più alto dell’ultima LBA (76,1 rispetto a una media di lega di 73,7), dato che si sposa perfettamente con le qualità del nuovo arrivato.

Ultimo appunto che potrebbe determinare il suo step successivo in carriera: il tiro da fuori, nella passata stagione è arrivato a tirare con un ottimo 46%, su un volume di tiro però abbastanza ridotto (1,7 tentativi per gara), sintomo di una sicurezza non totale nel suo tiro da fuori. Al college aveva volumi di tiro dall’arco decisamente più elevati, con percentuali meno soddisfacenti, tra cui un’annata da 29% su 4,4 tiri e una da 33% su 6 triple a match. Riducendo il campione è stato più efficace anche in G-League, ma staremo vedere la sua evoluzione al PalaSerradimigni.





