La serata di giovedì 6 novembre sarà ricordata come la Chacho Night. L’Olimpia Milano, in occasione della sfida contro il Real Madrid, onorerà Sergio Rodriguez inserendo il playmaker spagnolo nella Hall Of Fame della società.
Un onore che il Chacho si è meritato nel corso dei suoi tre anni trascorsi in maglia Olimpia Milano. Tre anni in cui Sergio Rodriguez ha collezionato un centinaio di presenze in campionato e altrettante in EuroLeague. In tre stagioni ha saputo farsi amare dal pubblico di fede biancorossa, nonostante fosse arrivato in Italia con alle spalle una carriera già importante.
Le esperienza in NBA, a Madrid e Mosca, dove ha avuto come coach Ettore Messina, lo stesso che lo ha voluto a Milano quando è iniziato il progetto per riportare l’Olimpia in alto.
Nel suo triennio milanese, Rodriguez ha vinto lo scudetto del 2022, due Coppa Italia e riportato l’Olimpia Milano alle Final Four di EuroLeague a Colonia. Final Four che, molto probabilmente, avrebbe disputato anche la stagione seguente se l’Olimpia non fosse arrivata decimata dagli infortuni nella sfida di playoff contro l’Efes, che poi alzò il trofeo.
I giocatori come lui vengono catalogati in tanti modi, ma nessuno li definisce come coraggiosi. Bene, Sergio lo era. Non solo per lo spettacolo che mostrava sul parquet, quella grinta e quella capacità di essere decisivo nei momenti chiave, ma anche un leader.
Rodriguez giocò gara 3 e 4 della serie contro l’Efes con una caviglia gonfia. Le assenza in casa Olimpia erano tante, da Nik Melli a Gigi Datome, passando per Dinos Mitoglu. Il Chacho giocò solo gara-4 della serie e, per poco, non riuscì nel miracolo di trascinare la serie alla bella. Questo il suo discorso motivazionale da capitano alla squadra prima della sfida:
“Lo abbiamo già fatto, rifacciamolo”, disse davanti a tutta la squadra mostrando un video motivazionale che aveva fatto preparare per mostrare ai compagni tutto quello che erano riusciti a fare nei momenti difficili. Un vero leader, dentro e fuori dal campo.





