La classe e la tranquillità di Neven Spahija nel dopo partita di Roma sono tutto un programma. Il tecnico di Venezia parlerebbe per ore davanti alla platea di giornalisti, prima di fare un breve preambolo, come ha dichiarato a la Nuova di Venezia e Mestre:
«Devo fare, innanzitutto, i complimenti ai miei giocatori perché nel secondo tempo hanno fatto un lavoro straordinario. Roma aveva, ed ha, un grande talento, sono un avversario molto bravo. Noi, però, nel secondo tempo, abbiamo giocato in maniera straordinaria».
Spahija divide la partita in due momenti chiave: «Nella prima frazione siamo andati meglio in attacco, nel terzo e quarto quarto, invece, siamo andati meglio in difesa. Poi devo rimarcare che, nel tiro da tre, non siamo stati al top». Venezia vince, a dispetto di una Roma che si è fermata anche perché non ha trovato il giusto marcatore per Kyle Wiltjer, autore di una prova monstre:
«Ha fatto 32 punti, ma a me questa cosa non piace. Mi piacerebbe vedere più equilibrio all’interno della squadra. Certamente se mette a segno punti solo lui non è male, ma significa che ha fatto compensazione per tanti giocatori in attacco.»
Il coach dei lagunari spiega poi la mossa tattica decisiva: «La pallacanestro di oggi prevede tanti possessi, quando fermi una squadra per due-tre azioni in fila puoi anche allungare il passo. Noi, però, siamo riusciti a cambiare tre o quattro volte la difesa durante la partita per cercare di fermare Roma».
L’analisi di Spahija e il plauso a Parks
«Preferisco che segnino 5-6 giocatori con più di 10 punti, perché in questo modo, quasi sempre, si vince, che avere una sola bocca da fuoco da 32.»
Un aiuto fondamentale è arrivato anche da Parks, elogiato dal tecnico: «Parks nelle ultime due partite ha fatto molto bene». Sul potenziale offensivo degli avversari, Spahija non ha dubbi: «Il talento offensivo di Roma è pazzesco: hanno 92 punti di media a partita. Con loro, se vuoi vincere, devi farne di più».
In vista della coppa, la linea è netta: «La Reyer si deve preparare e deve giocarle tutte al massimo. Siamo una squadra e non vogliamo essere “underdog” contro nessuno».
Il commento di coach Magro
Sull’altra sponda, l’analisi di coach Alessandro Magro è lucida e riconosce i meriti della formazione di coach Spahija:
«Alla vigilia avevo detto che avremmo giocato contro una delle migliori squadre del campionato, finalista scudetto l’anno scorso e con giocatori importanti nel suo roster. E così è stato, direi. Sicuramente ci è mancato qualcosa nei momenti determinanti del match, ma faccio i complimenti a Venezia in primis ed ai miei ragazzi subito dopo perché abbiamo davvero dato tutto in campo.»





