La Reyer Venezia conquista un altro successo fondamentale e si porta in vantaggio per 2-1 nella serie di semifinale contro la Virtus Bologna. Domani sera, sul parquet del Taliercio, con palla a due alle ore 20, gli orogranata avranno tra le mani il primo match point per chiudere la contesa e volare in finale scudetto.
Nel post-partita, coach Neven Spahija ha voluto elogiare prima di tutto l’atteggiamento mentale e la resilienza del suo gruppo, capace di piegare una corazzata come Bologna, come riporta Il Corriere del Veneto – Venezia:
«Abbiamo messo in campo cuore, voglia e durezza: come ho sempre detto, questa è una squadra che non muore mai. Si vince, si perde, si soffre, però non molliamo».
Venezia: la chiave difensiva e la forza del collettivo
Nonostante la prestazione straripante di Carsen Edwards, autore di ben 31 punti, il tecnico croato ha preferito ricondurre il merito del successo al perfetto lavoro di squadra piuttosto che alla singola individualità. Spahija ha rivelato come, durante l’intervallo, abbia chiesto ai suoi giocatori un ulteriore sforzo in termini di intensità, conscio che una partita di questa importanza non si possa vincere affidandosi a un solo uomo:
«Sono tanti piccoli fattori che decidono il risultato. Credo che la nostra difesa, in particolare nel terzo quarto, sia stata la chiave. Ho visto la squadra giocare con una voglia grandissima. Abbiamo commesso degli errori, certo, ma sempre pronti a reagire».
Le rotazioni veneziane sono state accorciate anche dai precoci problemi di falli che hanno limitato l’impiego di Amedeo Tessitori. Un imprevisto che, come ammesso dallo stesso coach, ha reso la gestione dei momenti caldi più complicata, ma che ha esaltato la profondità e l’unione del roster:
«La bellezza di questo sport è questa: il collettivo deve sopperire a tutto».
In vista di gara 4, Spahija predica calma e massima concentrazione. Di fronte ci sarà una Virtus Bologna ferita e pronta a tutto pur di allungare la serie, motivo per cui la Reyer non potrà permettersi cali di tensione:
«Dobbiamo restare sempre umili e mantenere la testa giusta. Se vogliamo vincere la prossima, dovremo fare ancora meglio: servono un canestro in più, una difesa ancora più attenta».
