HomeStarting 5Starting five: chi ha vinto e chi ha perso dalla trade deadline?

Starting five: chi ha vinto e chi ha perso dalla trade deadline?

 

Dallas Mavericks

Senza Doncic, in tutte le categorie offensive non erano bottom five, ma bottom two. Serviva una spalla per Luka per non distruggerlo, chiedendogli uno usage senza senso (cosa accaduta quasi sempre) e non farlo arrivare in riserva a fine stagione. Serviva una stella per mandargli un messaggio, oltre che una spalla. E ora la stella è arrivata, ma non è necessariamente una stella affidabile e molto lineare. Dei problemi extra campo di Kyrie Irving sappiamo già tutto, a fine anno scade il contratto e sapere ora cosa farà è assolutamente impossibile. L’idea dei Mavs è: proviamo una metà stagione con due stelle, vediamo dove possiamo arrivare e in estate facciamo i conti, avendo Doncic che può attirare free agent e dare appeal alla squadra. Personalmente non mi porterei a casa mai un Irving oggi, ma sappiamo che rimane uno dei migliori della pista NBA e quindi la manovra è comprensibile. Dove porterà lo vedremo a fine anno e nei prossimi.

 

Los Angeles Lakers

Non è una questione di talento, ma di necessità. I Lakers dovevano scambiare Westbrook ed è stato molto meglio farlo non per una stella ma per una serie di giocatori. Con Davis e James servivano tiratori come il pane o comunque giocatori validi di rotazione. Ad esempio solo Curry e Hield hanno segnato più triple di Beasley in questa stagione e questo è IL plus della trade. Russell sarà in grado di creare di più e vorrà aumentare un po’ il suo coinvolgimento, perché a Minnesota nonostante la mancanza di Towns il suo usage era bassino, sebbene la sua efficienza di tiro fosse schizzata alle stelle. Vanderbilt aiuterà ulteriormente nella rotazione dei lunghi che con Hachimura si rimpolpa sempre più. Insomma, è vero che l’ingolfamento dei Lakers è rimasto tale e forse è peggiorato, ma perlomeno hanno tenuto la prima scelta 2029 e hanno provato a dare un senso al gruppo intorno a James e Davis, considerandoli sani e arruolabili per tutta la stagione. Un senso in teoria c’è. In campo vedremo.

 

Dalla Chat premium

Nicola Alberani sulla deriva delle stelle che vengono scambiate e il loro potere.

Le stelle vanno accontentate perché se si mettono di traverso si mettono davvero di traverso ed essendo una players league e a quel punto le franchigie sono costrette a vendere il loro presente in nome del futuro. Il discorso di Dedmon lo inserirei sotto il capitolo di gestione del salary cap che ha regole molto molto complesse.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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