DIFESA
Nella metà campo difensiva Kuhse è bravo a far valere la sua comprensione del gioco. Lontano dalla palla e in aiuto sa lavorare bene sulle linee di passaggio (1.4 palle recuperate a partita quest’anno, Top 15 in Bundes) anticipando le scelte dell’attacco e con buoni tempi anche per andare sugli stunt difensivi.

Uno contro uno non è semplice da attaccare, soprattutto per via del fisico tosto e di una naturale voglia di competere e di non farsi battere. Fatica decisamente di più sulle situazioni di pick&roll, cosa su cui Tortona dovrà porre attenzione visto che, gioco forza, saranno quelle in cui lo vedrà maggiormente coinvolto.
Se in isolamento Kuhse mette il fisico senza grossi problemi, ha decisamente più difficoltà a navigare tra i blocchi per seguire il suo uomo. Tende a reagire in ritardo al primo palleggio e a rimanere sui blocchi, senza poi una particolare spinta per provare a rimontare.

Anche quando finisce nelle rotazioni di squadra dopo aver sbattuto su un blocco è spesso lento a ritrovare una posizione in campo nella quale possa difendere in maniera efficace aiutando la squadra. Sui close out, in particolare, fatica ad essere efficace per un mix di dimensioni (non ha braccia particolarmente lunghe) e tendenza ad esporsi troppo verso la palla.

In generale, la sensazione è di un giocatore che vada protetto difensivamente, cosa che Rasta Vechta ha cercato di fare quando ha potuto, lasciando i compiti di difesa sulla palla a giocatori come Wes Iwundu o Joel Aminu, atleti più a loro agio nell’interpretare compiti da specialisti difensivi.
Vale il discorso fatto per l’attacco: contro avversari più esplosivi fisicamente e da un punto di vista atletico, può avere difficoltà. Starà alla staff piemontese trovare il modo per metterlo nelle condizioni di riuscire a sfruttare i suoi pregi e mascherare quanto più possibile i difetti.

Tra i pregi, peraltro, va certamente messa la buona propensione al rimbalzo difensivo: quasi 4 rimbalzi a partita quest’anno, in 27 minuti di media. Anche in questo caso sfruttando le letture del gioco che gli permettono di essere spesso dove cade il pallone. Dote sempre da non sottovalutare per un playmaker che, recuperando da se il rimbalzo, può spingere il contropiede senza dover attendere l’apertura dei compagni di squadra.






