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C’è qualcosa di peggio del caso Dončić? Le 10 trade che la NBA non sa come spiegare

Nel mondo della NBA, il mercato delle trade è un gioco d’azzardo spietato. Se da un lato una franchigia può svoltare e costruire una dinastia, dall’altro c’è spesso un General Manager costretto a raccogliere i cocci di un fallimento epocale. Nemmeno nell’era della software analysis e dei dati avanzati le squadre sono immuni da clamorosi passi falsi. Analizzando l’impatto a lungo termine, il valore delle superstar coinvolte e lo shock culturale sul mercato, Bleacher Report ha stilato la classifica dei 10 scambi più a senso unico e sbilanciati nella storia della lega.

10. Andrea Bargnani ai New York Knicks (2013)

L’idea della dirigenza di New York era quella di affiancare a Carmelo Anthony un lungo con le doti balistiche di Dirk Nowitzki. Il risultato con Andrea Bargnani fu diametralmente opposto. Il “Mago” faticò enormemente a imporsi nella Grande Mela, complici i costanti infortuni e un contratto pesante. A rendere il tutto un disastro fu la contropartita: New York sacrificò ben tre scelte al Draft. Toronto ringraziò, sfruttando una di quelle chiamate per selezionare Jakob Poeltl e avviare il reset.

9. Eddy Curry ai New York Knicks (2005)

Un’altra operazione sanguinosa per i tifosi dei Knicks. Nonostante le preoccupazioni per un problema cardiaco che il giocatore si rifiutò di approfondire con test genetici, Isiah Thomas decise di ipotecare il futuro della franchigia pur di arrivare al centro dei Chicago Bulls. L’avventura di Eddy Curry a New York fu costellata da problemi di peso e guai fisici. Le scelte al primo giro cedute dai Knicks si trasformarono in giocatori del calibro di LaMarcus Aldridge e Joakim Noah, privando la squadra di pilastri fondamentali per anni.

8. Kawhi Leonard ai Toronto Raptors (2018)

San Antonio si trovò con le spalle al muro a causa della volontà del giocatore di andarsene, ma il pacchetto ottenuto in cambio si rivelò insufficiente. Gli Spurs ricevettero DeMar DeRozan e Jakob Poeltl, vedendo interrompersi poco dopo la loro leggendaria striscia di 22 apparizioni consecutive ai playoff. Toronto, di contro, accettò una scommessa annuale ad altissimo rischio che portò al primo storico titolo NBA dei canadesi nel 2019, consegnando Kawhi Leonard all’immortalità sportiva prima del suo addio in free agency.

7. James Harden allo Houston Rockets (2012)

Una delle trade più dolorose di sempre perché ha disintegrato una dinastia sul nascere. Gli Oklahoma City Thunder scelsero di non concedere il massimo salariale a James Harden, preferendo blindare Serge Ibaka e scambiando il Barba con i Rockets. A Houston, Harden si è consacrato come uno dei realizzatori più devastanti dell’era moderna, vincendo il titolo di MVP nel 2018. OKC ricevette in cambio solo discreti giocatori di rotazione come Kevin Martin e Jeremy Lamb, mancando l’opportunità di dominare la lega insieme a Kevin Durant e Russell Westbrook.

6. Jaylen Brown ai Philadelphia 76ers (2026)

Una ferita apertissima per i tifosi di Boston. Dopo essere stati eliminati dai Sixers nei playoff del 2026, i Celtics hanno preso la controversa decisione di cedere Jaylen Brown proprio agli acerrimi rivali di Division. Nonostante una stagione straordinaria da 28.7 punti di media per Brown, il presidente Brad Stevens ha preferito sacrificare il fresco MVP delle Finals 2024 per questioni di flessibilità salariale legata al second apron. Il ritorno per Boston? Un Paul George trentaseienne e tormentato dagli infortuni, a fronte di un regalo enorme fatto a una diretta concorrente per il titolo.

5. Markelle Fultz per Jayson Tatum (2017)

Un capolavoro strategico di Danny Ainge ai danni della dirigenza di Philadelphia. I Sixers scambiarono la scelta numero 3 e una futura prima scelta pur di salire alla numero 1 e draftare Markelle Fultz. La storia ha preso una piega drammatica: Fultz ha sofferto di gravi problemi al tiro perdendo fiducia, mentre Boston alla numero 3 ha selezionato Jayson Tatum, diventato il volto della franchigia e leader della squadra campione nel 2024. Il rimpianto di non aver mai visto la coppia Embiid-Tatum a Philly tormenta ancora oggi la città.

4. Kevin Garnett e Paul Pierce ai Brooklyn Nets (2013)

Il perfetto esempio di come non gestire il futuro di una franchigia. I Brooklyn Nets decisero di cedere ben tre prime scelte future (più un diritto di swap) per portarsi a casa le stelle ormai sul viale del tramonto dei Celtics, Kevin Garnett e Paul Pierce. L’esperimento a Brooklyn durò pochissimo e produsse solo una comparsata al secondo turno dei playoff. Boston, al contrario, ha capitalizzato al massimo quelle scelte al draft costruendo le fondamenta del proprio nucleo vincente per il decennio successivo.

3. Paul George agli Oklahoma City Thunder (2019)

I Los Angeles Clippers pur di convincere Kawhi Leonard a firmare decisero di accontentarlo imbastendo una trade record per strappare Paul George a OKC. Il prezzo pagato è stato esorbitante: ben cinque scelte al primo giro, due swap e soprattutto il giovane Shai-Gilgeous Alexander. Mentre l’esperienza di George a Los Angeles è stata segnata da costanti delusioni ai playoff e infortuni prima del suo addio, SGA si è trasformato in un MVP della lega, trascinando i Thunder sul tetto della NBA.

2. Luka Dončić ai Los Angeles Lakers (2025)

Uno dei movimenti di mercato più sbalorditivi e immediati della storia moderna della NBA. La nuova proprietà di Dallas ha spinto per la cessione di Luka Dončić ai Lakers in cambio di un Anthony Davis forte ma fragile, Max Christie e una sola scelta al primo giro del 2029. Rinunciare a un fenomeno generazionale di 25 anni senza che vi fosse una esplicita richiesta del giocatore è sembrato fin da subito un suicidio sportivo. Dončić a Los Angeles ha registrato medie realizzative storiche, mentre a Dallas l’operazione è costata il licenziamento del GM Nico Harrison.

1. Il Draft NBA di Luka Dončić: lo scambio tra Dallas e Atlanta (2018)

La trade che ha ridefinito le traiettorie di due franchigie nella notte del Draft NBA 2018. Gli Atlanta Hawks decisero di cedere la terza scelta assoluta (utilizzata per selezionare Luka Dončić) ai Dallas Mavericks in cambio della quinta scelta (Trae Young) e di una futura prima scelta protetta. Nonostante Young sia diventato un All-Star di primissimo livello, l’impatto globale e la grandezza espressa da Dončić sin dai suoi primi anni nella lega hanno reso questo scambio il più sbilanciato di sempre, regalando a Dallas l’erede perfetto di Dirk Nowitzki.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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