L’ascesa fulminea di Valerio Antonini, il patron romano che ha scosso il panorama sportivo siciliano con il Trapani Calcio e la Trapani Shark, sembra aver imboccato una parabola discendente fatta di inchieste giudiziarie e rotture politiche. In un’ampia inchiesta pubblicata oggi da L’Espresso, emerge il ritratto di un uomo che, dopo aver promesso investimenti per oltre 100 milioni di euro, si ritrova ora a fare i conti con la magistratura contabile e il fisco.
Il crollo di “Futuro” e il divorzio con Trapani
Soltanto pochi mesi fa, Antonini lanciava il movimento politico “Futuro” con l’ambizioso slogan “Make Trapani Great Again”. Oggi quel progetto appare, nelle parole del giornalista Gianfrancesco Turano, un “futuro remoto”. L’imprenditore ha dichiarato apertamente di sentirsi “umiliato” e “tradito” dalla città, arrivando a scagliarsi contro i tifosi e il sindaco Giacomo Tranchida.
Le ombre finanziarie: dal Venezuela all’Iran
Il cuore dell’inchiesta tocca la complessa rete societaria di Antonini, che si estende tra Londra e il Lussemburgo attraverso holding come QTrade House (Qth) e T Holding. Ma sono i legami internazionali a destare maggior clamore:
L’asse con Maduro: Rapporti commerciali consolidati con il Venezuela di Nicolás Maduro.
Il ponte di Maradona: L’amicizia con il Pibe de Oro sarebbe stata la chiave di accesso a mercati complessi come quello iraniano, dove Valerio Antonini vanterebbe crediti per 235 milioni di euro verso Teheran.
Consulenze d’oro: tra i suoi consiglieri figura il figlio del Governatore della Sicilia, Renato Schifani, mentre a livello internazionale spicca il nome del barone Benjamin Mancroft, membro della Camera dei Lord britannica.
Sport e giustizia: incombono le penalizzazioni
Mentre sul campo la Trapani Shark lottano nella massima serie di basket, dietro le quinte la situazione è critica. La giustizia sportiva ha già inflitto penalizzazioni in classifica per mancati pagamenti di tasse e contributi.
Inoltre, la Corte dei Conti sta indagando su un finanziamento da 300.000 euro concesso dalla Regione Siciliana alla squadra di calcio. Antonini punta il dito contro il suo ex commercialista, Francesco Vulpetti, parlando di una “truffa dei crediti fiscali” che lo vedrebbe come parte lesa, ma l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza proseguono gli accertamenti.
Cosa succede ora?
Il futuro delle squadre trapanesi è appeso a un filo. Se da un lato Antonini nega la volontà di vendere, dall’altro l’inchiesta suggerisce che la cessione dei club potrebbe essere l’unica via per recuperare parte degli investimenti in un momento di estrema tensione finanziaria.





