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Trento: Ellis record di assist, ma i giovani vanno coltivati ed ecco come

Nell’ultima partita di campionato Quinn Ellis ha registrato ben 14 assist in singola partita, ovvero la prestazione più alta nella storia del club. Sulla crescita di Ellis non ci svegliamo ora, ormai è sotto gli occhi di tutti, ma c’è una cosa su cui riflettere, ovviamente la crescita dei giovani, la voglia d’impiegare i giovani e puntare su di loro con la pazienza necessaria per farli diventare grandi giocatori. L’Aquila Trento e Paolo Galbiati hanno fatto e stanno facendo questo. Abbiamo colto l’occasione per chiedere un’analisi a Marco De Benedetto sulla gestione di società e coach e lo spunto è stato molto interessante.

MDB: Allora, intanto come ti ricorderai Paolo è un altro di quegli allenatori con cui ho lavorato in passato e non sto qua a dire quali sono gli allenatori che è bravo, perché si vede, credo che Trento sia un grande club, credo che si parli anche troppo poco di loro per quello che hanno fatto, perché lui è riuscito  a essere primo per larghi tratti del giro di andata facendo comunque partite di Eurocup importanti e facendo anche giocare i giovani, i giovani veri e questa cosa qua è una cosa che gli va riconosciuta. È stato fatto un grande lavoro di scouting e costruzione della squadra da parte del direttore sportivo Rudy Gaddo, altro professionista di cui si parla troppo poco e il club probabilmente più organizzato di tutti, insomma bravissimi!

SM: Anche perché il punto giovani non è un punto banale assolutamente ed è un qualcosa di cui comunque tenere conto, perché l’altra sera guardavo il Real Madrid contro il Maccabi, vedevo Ndiaye, vedevo Gonzalez e lì parliamo di altissimo livello. Però il far giocare i giovani, e farli crescere credo che ormai sia più uno stato mentale, uno stato organizzativo, una visione più che qualcosa legato allo status della squadra, perché si può essere Trento e far giocare i giovani, si può essere il Real Madrid e produrre giovani a ogni piè sospinto. Se una squadra del livello di Trento, del livello superiore, ma anche del livello inferiore non lo fa, credo che sia una questione di visione, di volontà, di pazienza nell’investire nei giovani, quindi credo sempre di più che se lo fa il Real Madrid, chi non lo fa è una scusa, fondamentalmente non lo vuole fare, vuole dirigere le risorse altrove, tutto legittimo, ma forse non bisogna nascondersi dietro a un dito.

MDB: Si può fare ed è difficile farlo, si racchiude in questa frase secondo me. I giovani del Real non sono giovani normali, però effettivamente sarebbe molto più facile non farli giocare e invece loro lo fanno con continuità, vediamo come sarà il trend prossimamente, però per ora va dato atto a chi lo fa, dello sforzo di stabilità che mette in atto ogni volta che un giovane entra, perché con i giovani bisogna essere pazienti ovviamente e bisogna aver voglia di insegnare e di andare oltre gli errori.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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