Sei anni di storia, tre trofei e una Supercoppa appena conquistata per il secondo anno consecutivo. La UEB Gesteco Cividale si presenta ai nastri di partenza della nuova Serie A2 con una consapevolezza diversa rispetto alle stagioni precedenti: quella di essere ormai una realtà consolidata del secondo campionato nazionale. Dopo la semifinale playoff raggiunta per la prima volta nella propria storia nel 2025/26, le Eagles hanno aperto la nuova annata con un altro titolo, superando Rimini 85-74 nella finale di Ravenna. Un back-to-back che conferma la capacità del progetto friulano di rinnovarsi senza perdere la propria identità.
IL MERCATO
La rivoluzione estiva non è stata totale, ma i cambiamenti sono stati significativi. Cividale ha salutato giocatori importanti come Eugenio Rota, Leonardo Marangon, Deshawn Freeman e Luca Campogrande, scegliendo ancora una volta di puntare su un mix tra elementi di esperienza e giovani da valorizzare. Il riferimento resta Lucio Redivo, affiancato da elementi ormai consolidati come Matteo Berti, Luca Cesana e Cosimo Costi. Il mercato ha però portato soprattutto nuova energia: Seneca Knight rappresenta un’importante aggiunta sul perimetro, mentre sono arrivati giovani come Tommaso Vecchiola, Federico Bottelli e Tio Tiagande, oltre a Werther Bellinaso. Interessante anche l’arrivo di Mobio, che avremo modo di giudicare quando rientrerà da un infortunio. Il roster ufficiale conferma dunque la volontà di Pillastrini e della società di continuare a costruire valore anche attraverso giocatori giovani.
I PUNTI FORTI
La prima certezza è la continuità tecnica. Stefano Pillastrini è ancora alla guida di una squadra che conosce ormai perfettamente i suoi principi, e questo rappresenta un vantaggio importante soprattutto in un campionato lungo e competitivo.
Il secondo elemento è l’identità difensiva: fisicità, lunghe leve e capacità di sporcare le partite sono caratteristiche che hanno contraddistinto Cividale e che sembrano essere rimaste centrali anche nel nuovo progetto.
Poi c’è la qualità individuale di Redivo, la presenza di Berti vicino a canestro e una batteria di esterni capace di creare vantaggi. La Supercoppa ha già offerto indicazioni interessanti: contro Rimini sono arrivati 17 punti da Vecchiola e Cesana, 15 da Ferrari e 11 da Redivo, con Vecchiola nominato MVP della manifestazione. Infine, c’è un fattore che a Cividale ormai non può essere ignorato: l’ambiente. Il progetto ha costruito infatti negli anni un legame fortissimo con il territorio e con il pubblico.
I PUNTI DEBOLI
La principale incognita è rappresentata proprio dal ringiovanimento del roster. Diversi giocatori sono alla prima vera esperienza in Serie A2 e dovranno dimostrare di poter mantenere continuità e rendimento nell’arco di una stagione molto lunga.
Rispetto alla passata stagione, inoltre, è venuta meno una parte dell’esperienza e della produzione offensiva garantita da alcuni dei giocatori partiti. La squadra dovrà quindi trovare nuovi equilibri, soprattutto quando le partite saranno più fisiche e il margine di errore si ridurrà.
DOVE PUÒ ARRIVARE?
Diventa difficile fissare un limite. Cividale arriva da una semifinale playoff storica e ha appena dimostrato di poter battere una squadra ambiziosa come Rimini in una finale. Allo stesso tempo, la Serie A2 2026/27 presenta un parterre particolarmente competitivo, con 20 squadre e diverse realtà costruite per obiettivi importanti.
L’obiettivo realistico è quindi quello di confermare Cividale nella fascia alta della classifica e tornare a giocarsi i playoff, passando eventualmente dai play-in. Il vero interrogativo sarà capire quanto rapidamente i giovani riusciranno a trasformarsi da interessanti prospetti in giocatori affidabili nelle partite che contano. Se la risposta sarà positiva, Cividale potrà avere nuovamente le carte per confermarsi in alta classifica.
IL PRONOSTICO
Il nostro pronostico vede la UEB Gesteco Cividale nelle prime 9 posizioni con l’obiettivo di conquistare un posto ai playoff. Non sarebbe sorprendente rivedere le Eagles tra le prime otto e protagoniste della post-season, con la possibilità di puntare nuovamente alle fasi avanzate del campionato. Il percorso, però, passerà dalla crescita dei nuovi arrivati e dalla capacità di mantenere continuità per tutta la stagione.
Perché una cosa, intanto, è già certa: Cividale ha iniziato la stagione esattamente come aveva chiuso la precedente, vincendo un trofeo. E adesso, dopo il primo back-to-back della propria storia in Supercoppa, le Eagles sono chiamate a capire quanto lontano possono spingersi. Il trofeo conquistato a Ravenna è il terzo della storia della UEB, nata appena sei anni fa: un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan la velocità con cui il progetto friulano è cresciuto.




