Con 12 vittorie e 7 sconfitte l’Urania Milano ha chiuso il girone d’andata condividendo la quinta piazza con Rieti e Verona, risultando ufficialmente al 6° posto per effetto degli scontri diretti.
Il combattuto successo interno su Cento (84-81 al supplementare) ha segnato il giro di boa e di fatto aperto un gennaio di fuoco per i Wildcats, con l’asimmetrico calendario di ritorno che prevede subito la trasferta a Rieti (11 gennaio, ore 21), seguita dall’impegno al Palalido contro Torino (15 gennaio), da un altro difficile match esterno a Pesaro (19 gennaio) e dal derby in casa contro Cantù (24 gennaio, con diretta Rai) per poi chiudere sul parquet dell’Assigeco Piacenza (29 gennaio). Un vero “tour de force”, per valore delle avversarie e per i due turni infrasettimanali ad aumentare lo sforzo di un roster non giovanissimo, per il quale l’Urania Milano potrà contare nel colorato anche sui 213 cm di Kevin Ndzie, arrivato da Brindisi al posto di Giordano Pagani, andato invece a rafforzare il pacchetto lunghi di Nardò.
In attesa dei responsi di metà inverno, ecco un sintetico bilancio della mid-season dei Wildcats tra belle conferme e qualche piccolo rimpianto…
La nota positiva. Quella 2024-2025 è stata per l’Urania Milano la stagione della rivoluzione, con l’arrivo di coach Marco Cardani a gestire un gruppo ampiamente rinnovato, ma che ha dimostrato sin da subito grande unione di intenti. Per ovvi motivi la scommessa del club non può ancora essere dichiarata vinta, ma a metà stagione fa segnare un importante segno di continuità rispetto al passato: la presenza dei Wildcats tra le migliori squadre del torneo, con i playoff decisamente alla portata come accaduto nelle ultime due stagioni e per tre volte complessive nei quattro tornei disputati in A2 (escludendo la stagione 2019-2020 interrotta dal Covid).
La nota negativa. Una vittoria in più avrebbe consentito all’Urania Milano di essere protagonista anche alla Final Four di Coppa Italia. Peccato allora per qualche partita sfuggita di mano nelle ultime battute (in casa contro Forlì per 80-82, ad Avellino al supplementare per 81-83) o addirittura gettata via come a Udine (74-75, ma con 5 punti di vantaggio a meno di un minuto dalla sirena). Piccoli rimpianti che vanno subito in secondo piano rispetto al positivo percorso fatto sinora, ma che sono anche un avvertimento a saper meglio gestire i finali “punto a punto” in questa seconda parte di Campionato proprio come avvenuto contro Cento.
Il giocatore-chiave. Con 19.7 punti, 5.8 rimbalzi e 3.8 assist di media Alessandro Gentile è il trascinatore dell’Urania Milano, ma anche il leader che alleggerisce e per questo favorisce i compiti in regia dell’amico Andrea Amato (10.8 punti, 5.8 assist di media per il capitano dei Wildcats) e che sta aiutando l’ulteriore crescita di Matteo Cavallero. Luca Cesana (7.2 punti di media) e Lorenzo Maspero (5.4 punti e 3.3 assist) sono invece i giocatori-sorpresa di quest’Urania: non per le qualità tecniche dimostrate (quelle sono note da tempo), ma per la capacità di metterle al servizio della squadra insieme con la giusta dose di freddezza al tiro (Cesana) e disciplina in regia (Maspero). Mentre tra le belle conferme della mid-season dell’Urania vanno annoverate la dedizione alla causa di Giddy Potts (11.6 punti a partita, anche se con percentuali non brillantissime) e la professionale esperienza di Ike Udanoh, dal rendimento altalenante ma comunque protagonista di un girone d’andata appena sotto la doppia doppia (9.8 punti e 9.5 rimbalzi di media).
Gli obiettivi futuri. Anche alla luce dei risultati sin qui ottenuti, arrivare ai playoff è un traguardo alla portata della squadra di coach Marco Cardani, che in stagione ha già stabilito il record societario di 6 vittorie consecutive in A2. Superare per la prima volta i quarti playoff significherebbe scriverne negli annali un secondo: non semplice, ma nemmeno impossibile. Con una sola incognita rappresentata da eventuali sirene della serie A per il giocatore-chiave dei Wildcats: perché Alessandro Gentile si trova bene all’Urania e a Milano, ma in una recente intervista televisiva (trasmessa manco a dirlo nell’intervallo dei match di LBA) ha onestamente ammesso che nel caso arrivasse una chiamata, da professionista un pensiero dovrebbe comunque farcelo… (Paolo Corio)





