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Home Lega Basket Serie A2

Urania Milano: finale d’andata decisivo tra cambiamenti fatti e aggiustamenti da fare

Paolo Corio by Paolo Corio
18 Nov 2025
in Serie A2
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Anthony Morse

Coach Marco Cardani (credits: Savino Paolella)

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Non è più tempo di nebbioni a Milano, men che meno in questo novembre con temperature da riscaldamento globale. Ma i recenti (e necessari) cambiamenti dell’Urania, a dispetto di quelli climatici, ci evocano proprio quell’immagine: una squadra la cui fisionomia è ancora avvolta – se non nella nebbia – in una foschia che stenta ancora a diradarsi.

Certo il calendario di avvio stagione non è stato clemente come il meteo, esercitando così un certo peso su quell’1-7 di partenza che la sorprendente vittoria al Palalido su Verona (senza lo squalificato Gentile, l’infortunato Amato e l’ormai tagliato Gamble II) e quella mai in discussione al PalaDesio su Pistoia hanno poi riconvertito in un meno deficitario 3-9. Ma nelle sette restanti partite del girone d’andata in programma da qui a fine anno e poi in quello di ritorno serviranno diversi aggiustamenti per risalire dall’attuale penultimo posto verso posizioni di sicurezza.

Partiamo dalla sostituzione in corsa di Gamble II: non perdere tempo nel riconoscere di aver perso la scommessa è stata una mossa efficace e per certi doverosa, perché per coach Cardani all’impegno di far crescere D’Almeida, Rasheed e Albega non poteva certo sommarsi anche quello di formare un americano apparso davvero acerbo per questa A2, al netto dei suoi 29 anni e della vittoria nel campionato slovacco in curriculum. A rimpiazzare i 206 cm per 98 kg di Gamble II sono quindi arrivati i 204 cm per 108 kg (arricchiti da una buona esperienza) di Alessandro Morgillo, determinante all’esordio nel successo sulla Tezenis (16 punti, 9 rimbalzi) ma il cui impatto s’è progressivamente ridotto nelle tre partite successive: 4 punti e 6 rimbalzi nella sconfitta di Forlì, nessun canestro e 3 rimbalzi nella vittoria su Pistoia, 2 punti e 4 rimbalzi nel recente 72-93 contro la capolista Pesaro. Segno che dopo l’entusiasmo iniziale (e anche un certo effetto sorpresa ben sfruttato contro Verona) occorre lavorare, e velocemente, per inserire al meglio il nuovo arrivato.

Avere presto un centro che affianchi pienamente D’Almeida (10 rimbalzi su 32 di squadra contro Pesaro) diventa tanto un obbligo quanto un’urgenza anche e soprattutto alla luce di avere deciso di non avere più il secondo straniero nel pacchetto lunghi, ma di puntare sul croato Roko Rogic, play “puro” per definizione. Una scelta che presuppone un Alessandro Gentile (al momento già miglior rimbalzista dei Wildcats con 7.3 a partita) con ancora più minuti da ala forte e quindi chiamato – volente o nolente – ad assicurare presenza fisica nel colorato con ancora più costanza. Così come sono chiamati a dare il loro contributo sotto i tabelloni il sempre volitivo Cavallero e un Lupusor che certo non può cambiare il suo profilo di lungo atipico, ma che può essere davvero utile alla causa solo alzando l’attuale media di 3.3 rimbalzi a partita (8.5 invece i punti, con un eccellente 45% da tre).

Offensivamente, è poi presumibile che l’arrivo di Rogic (in alternanza o affiancato da Amato come da Sabatini nel portare palla) metterà Taylor ancora di più nel ruolo di “shooting guard” che l’ha visto brillare la scorsa stagione a Torino. E qui l’aggiustamento sta nell’obbligo, per lui come per la squadra, di evitare che la difesa avversaria riesca a farlo uscire dalla partita come accaduto di recente con Pesaro e a Forlì. Anche perché non è certo un caso che alcune delle migliori prestazioni di Taylor (top-scorer dei Wildcats con 19.3 punti a partita, seguito a ruota da Gentile con 19.1) coincidano con le tre vittorie sinora raccolte dall’Urania. Ma servirà anche, visto l’abbondanza di play, far girare la palla in modo assai diverso da quanto visto contro Pesaro, con quei soli 3 assist all’intervallo diventati poi 14 totali contro i 30 degli avversari (24 invece quelli del successo su Pistoia).

Riuscire a fondere esperienza ed energia giovanile – proprio come da programmi di inizio stagione – è infine l’aggiustamento che può fare davvero la differenza, anche per mettere sul perimetro una pressione ben diversa da quella vista nell’ultima sconfitta, in cui il pesante 14 su 31 di Pesaro da oltre l’arco è parso persino poco vista la libertà sistematicamente concessa ai suoi tiratori.

Sempre poco accomodante, nell’ultimo spicchio del girone di andata il calendario prevede sabato prossimo un difficile impegno a Rieti prima di una serie di decisive (e altrettanto difficili) sfide per raccogliere punti salvezza contro Juvi Cremona, Mestre, Ruvo di Puglia, Roseto e Cento, intervallate da un’altra dura trasferta a Cividale. L’imperativo è ribilanciare il saldo vittorie/sconfitte per arrivare a fine dicembre con magari qualche spruzzata di neve sotto Natale, ma senza più nebbie e foschie a circondare il pianeta Urania. (Paolo Corio)

Tags: A2Alessandro GentileRoko RogicUrania Milano
Paolo Corio

Paolo Corio

Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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