HomeLega BasketVanoli Cremona: il miracolo di Conti tra scudetto salvezza e futuro

Vanoli Cremona: il miracolo di Conti tra scudetto salvezza e futuro

Andrea Conti guarda alla sfida di domenica a Masnago con la serenità di chi sa di aver già centrato l’obiettivo. La sua Vanoli Cremona si presenta all’appuntamento dal sapore playoff dopo una stagione che ha del clamoroso: partita con il monte ingaggi più basso dell’intera Serie A, la società cremonese ha conquistato la salvezza con largo anticipo, costruendo quello che lo stesso Conti definisce senza esitazioni il proprio scudetto. Ecco le parole di Andrea Conti rilasciate a La Prealpina:

«Ci giochiamo i playoff con grande serenità; abbiamo già vinto il nostro Scudetto raggiungendo in largo anticipo la salvezza. Tutti ci davano per spacciati perché partivamo col budget più basso della serie A. La mission era dare opportunità e valorizzare talenti; la cosa bella è che tutti i giocatori di questa stagione avranno palcoscenici più importanti e ambiziosi il prossimo anno.»

Il modello sostenibile della Vanoli Cremona

Un risultato che racconta molto di come si può fare basket professionistico in Italia con risorse limitate. La Vanoli Cremona chiuderà la stagione con un monte stipendi netti sotto il milione di euro, una cifra che — per paradosso — supera appena quanto Conti stesso spendeva a Varese prima del Covid. Il rendimento ottenuto in rapporto ai costi ha reso Cremona, insieme proprio a Varese, una delle rivelazioni del campionato.

Il mercato, però, è già al lavoro. I protagonisti di questa stagione cremonese sono tra i più ricercati: Durham è nel mirino di Tortona, Casarin piace alla Virtus Bologna, Veronesi sembra destinato a Brescia, mentre Ndiaye ha già firmato un contratto multimilionario per tornare in NCAA. Una dispersione inevitabile, quasi la conferma del modello Vanoli Cremona: valorizzare e poi cedere.

Cremona: il nodo proprietà e le prospettive di Aldo Vanoli

Sullo sfondo resta aperta la questione societaria. Aldo Vanoli sponsorizza il club da 23 anni ed è proprietario unico in Serie A da 16. Una storia lunga, ma che Conti stesso inquadra in un contesto sempre più difficile per chi non dispone di risorse importanti:

«A Cremona abbiamo vissuto una storia bellissima, ma Aldo Vanoli sponsorizza da 23 anni e da 16 è proprietario unico in serie A. La decisione toccherà a lui, ma in mancanza di strutture e visione è fisiologico ci siano ragionamenti profondi. Il basket professionistico, col passare degli anni, stia diventando un affare solo per chi ha mezzi importanti.»

Conti è anche uomo-mercato tra i dirigenti: il suo futuro viene accostato a società importanti come Udine, Rimini o Cantù. Nel frattempo, su Varese circolano da mesi voci di una cessione a un gruppo che porterebbe il club a Roma.

Il rapporto con Varese e la visione di Luis Scola

Il rapporto di Conti con la Pallacanestro Varese resta un capitolo a sé. Arrivato nel giugno 2018, lasciò nell’ottobre 2021 in una situazione di bilancio non ottimale, con Scola appena nominato amministratore delegato. Le sue parole sull’addio sono nette:

«Lasciai Vertemati in braghe di tela, ma visto lo stato di salute del club era giunto il momento di farsi da parte.»

Oggi riconosce che la società biancorossa appare in condizioni economiche e aziendali decisamente migliori rispetto a quel periodo, e attribuisce a Scola il merito di aver dato concretezza a un piano che era già stato impostato nel 2021:

«Merito a Scola di aver dato forma al piano presentato già nel 2021 con una visione e programmazione a lungo termine. Certo nelle ultime 3 stagioni la squadra ha avuto bisogno di alcuni correttivi, ma c’è una visione chiara a livello di organizzazione. Puntare sulle strutture, come Masnago e Campus, e le giovanili, è attrattivo per gli investitori.»

Sul progetto NBA Europe, Conti si mostra cauto. Nuovi investitori? Ben vengano, ma a determinate condizioni: «Non vedo il tifoso storico di Varese che prende la macchina e va a San Donato», dice, sintetizzando in una frase il suo scetticismo verso un modello che metta l’intrattenimento davanti al risultato sportivo. E aggiunge che Scola ha già posto paletti precisi sul mantenimento dell’identità del club, legata in modo indissolubile al territorio.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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