Lo scrimmage contro Cremona ha lasciato buone sensazioni in casa Openjobmetis Varese, anche se il quadro complessivo resta ancora parziale. Come scrive La Prealpina, la prima versione della nuova squadra biancorossa mostra più quantità che qualità, e c’è una ragione precisa: coach Kastritis ha scelto di costruire tutto a partire dalla difesa, dedicando le prime due settimane di lavoro all’identità difensiva del gruppo.
L’impronta del tecnico greco è già visibile. Giocatori come Hunter Hale e McDowell-White hanno fatto propria l’aggressività costante che l’allenatore richiede, e il volume di gioco prodotto dai biancorossi è stato complessivamente elevato. Non è un caso che elementi come Renfro, Ikangi e Nikolic siano stati confermati o ingaggiati proprio per le loro caratteristiche in fase difensiva: la retroguardia è il punto di partenza su cui Kastritis intende edificare tutto il resto.
Varese: infermeria da svuotare e i big ancora attesi
Il limite principale di questa fase di preparazione è però evidente: Della Valle, Duke e Roby non sono ancora disponibili, e Kamagate accusa un ritardo di condizione. Valutare questa Varese senza i suoi elementi di maggiore qualità tecnica e balistica è inevitabilmente un esercizio parziale. La società lavora per svuotare l’infermeria e aggiungere qualità a un gruppo che ha già assimilato le idee del proprio allenatore, ma i tasselli decisivi mancano ancora all’appello.
Restano sette amichevoli in venti giorni per affinare la manovra offensiva e trovare gli equilibri giusti. Il vero banco di prova sarà la capacità di fondere l’anima operaia già apprezzata contro la JuVi Cremona con la qualità tecnica che guardie e ali di maggior talento potranno garantire una volta recuperati. È lì che si misurerà il reale potenziale della nuova Varese.
