La prima vera prova europea ha restituito un verdetto impietoso: la Varese di Ioannis Kastritis non è ancora pronta per competere ad alti livelli nel basket continentale. Le difficoltà emerse nelle prime settimane di stagione non sono episodiche, ma riflettono problemi strutturali di condizione e identità di gioco che il tecnico greco fatica a risolvere, anche a causa di un’emergenza infortuni che ha condizionato pesantemente il lavoro sul campo.
L’unica nota positiva di questo avvio, come scrive La Prealpina, è arrivata dagli spalti: circa 2.500 spettatori, quasi il triplo rispetto alle serate di FIBA Europe Cup, hanno risposto con entusiasmo alla prima in casa in BCL. Una risposta del pubblico ben più convincente di quella offerta dalla squadra.
Un mese da dimenticare
Il bilancio del primo mese si preannuncia, senza mezzi termini, in profondo rosso. Martedì contro il Peristeri la squadra è rimasta senza energie nel quarto periodo, e le prossime settimane, ancora senza McDowell-White e Della Valle, rischiano di compromettere anche l’obiettivo Coppa Italia. Le sfide con Trento, BC Roma e Bamberg difficilmente restituiranno indicazioni diverse rispetto a quelle già emerse nelle prime cinque partite.
Gli infortuni di Della Valle e Kamagate, ereditati o maturati tra precampionato e inizio stagione, hanno impedito a Kastritis di lavorare con il gruppo al completo. Ma al netto delle assenze, la Varese ha mostrato un’identità corale insufficiente per reggere le aspettative di una stagione che puntava ai playoff italiani ed europei.
La fiducia del club e le domande sul metodo
Il club, però, non mette in discussione Kastritis: il tecnico greco è considerato intoccabile, almeno per ora. È lui il deus ex machina dell’area tecnica, responsabile sia delle scelte di mercato sia di quelle di gioco. Ha costruito la Varese che voleva, con un roster di caratura superiore rispetto a quello raccolto nel febbraio 2025.
Restano però domande aperte sul metodo. Il cambio di status e di anagrafe dei giocatori attualmente in rosa solleva interrogativi sulla compatibilità con un approccio che spinge sempre ad alta intensità. E la squadra, secondo quanto trapela, appare frustrata dalle difficoltà di questo avvio.
Il club sospende il giudizio. Il campo, però, non aspetta.






