Il netto successo di 34 punti sul campo della Brose Arena in Basketball Champions League rappresenta un potenziale punto di svolta per la stagione della Openjobmetis Varese. La squadra guidata da Ioannis Kastritis ha offerto una prova di grande intensità difensiva e continuità di rendimento, dominando l’incontro per tutti i quaranta minuti e centrando il margine più ampio mai ottenuto da una formazione italiana nella competizione negli ultimi undici anni.
La rotta intrapresa punta dritta verso gli obiettivi stagionali — dalla Coppa Italia ai playoff in Italia fino alle Top 16 europee — ma, come ricordato, il vero banco di prova richiederà il terzo indizio consecutivo nella trasferta di campionato sul campo di Verona.
Varese, la ricetta di Kastritis: intensità difensiva e l’equilibrio della coppia Duke-Hale
Il successo europeo ha messo in luce una maggiore solidità nei capisaldi del basket difensivo di Kastritis, come sottolinea La Prealpina: una pressione capace di mandare fuori giri i costruttori di gioco avversari e generare punti facili in contropiede, unita a un inedito dominio a rimbalzo che ha permesso di velocizzare le transizioni senza dover attaccare sempre da fermi.
In attacco, l’equilibrio tattico ha trovato nuova linfa attorno alla combinazione formata da David e Hale, con il primo capace di unire grande energia difensiva a continue penetrazioni al ferro. Buoni segnali sono arrivati anche dalla panchina con l’apporto di Ikangi, Roby e Renfro, oltre ai progressi fisici di Kamagate, autore del suo massimo minutaggio stagionale (quasi 21 minuti).
La trasferta di Verona offrirà un ulteriore test per confermare i progressi in classifica e consolidare i meccani




