Giovanni Veronesi è entrato nella storia del basket italiano. Con la convocazione in Nazionale per la gara contro la Gran Bretagna, valevole per le qualificazioni ai Mondiali 2027, il cestista bresciano è diventato il quarto giocatore di sempre a vestire la maglia dell’Italia maggiore proveniente dal territorio bresciano.
«Sono molto felice, era una cosa che negli ultimi due anni mi era un po’ sfuggita, ma avevo fortemente atteso la possibilità di svolgere il raduno, non avendoli mai fatti con le nazionali giovanili» ha raccontato la guardia-ala. «La sera prima ho saputo che avrei giocato e il fatto di avere la maglietta con il tuo nome è un sogno. Mi sono venuti i brividi quando hanno annunciato i convocati, per un attimo sono tornato bambino».
«Non mi aspettavo di partire in quintetto. Coach Banchi non mi ha detto nulla fino a poco prima della partita. Avevo intuito qualcosa dalla riunione video della sera prima, in cui ha comunicato gli esclusi e poi nell’allenamento mattutino, quando mi ha messo nella squadra con Mannion, Tonut, Niang e Diouf. È stato un grandissimo onore».
Veronesi, 27 anni, si è fatto trovare pronto fin da subito: 8 punti, 3 rimbalzi, un assist in 13 minuti, con una prestazione definita dallo stesso giocatore improntata sulla solidità difensiva. «Sono entrato dicendomi che dovevo essere il più solido possibile, che dovevo fare il mio in difesa. Poi, in attacco, si sarebbe visto».
Il rientro a Cremona e le quotazioni in crescita
La gara si è disputata in trasferta, a Newcastle, ma il giocatore ha gestito la presenza della famiglia con serenità. «I miei genitori in realtà volevano venire, ma non si sapeva se avrei giocato, quindi sono stato io a frenarli. Mio fratello minore Giacomo mi ha chiesto la maglietta prima di partire, mentre il maggiore Filippo aveva già fatto una promessa tempo fa: se fossi arrivato in Nazionale avrebbe acquistato la mia maglietta dal sito ufficiale. Alla fine me ne hanno date tre».
Sul fronte cestistico, le quotazioni di Veronesi stavano già crescendo: 10,2 punti in quasi 25 minuti di media, con i numeri in costante aumento. Il rischio che il suo rendimento attiri attenzioni esterne non spaventa il diretto interessato, almeno per ora. «Non c’è nulla di nascosto nella mia volontà di tornare un giorno a giocare nella mia città e sarò felicissimo quando dovesse accadere, ma ora mi voglio concentrare solo sul campo» ha concluso. «Mi sono ripromesso di non pensare al mercato, manca ancora una bella fetta di stagione. Poi, a giugno, penseremo anche al futuro».
