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Virtus-Asvel, Daniel Lorenzo il Magnifico | EuroLeague GamePlan

1Q – 2Q

  • Accoppiamenti iniziali: lato Virtus: Hackett-Lee, Mickey-Scott, Cordinier-Luwawu-Cabarrot, Belinelli-Lighty, Dunston-Fall; lato Asvel: Lee-Hackett, Scott-Mickey, Luwawu-Cabarrot-Cordinier, Fall-Dunston, Lighty-Belinelli.
  • Obiettivo iniziale della Virtus: coinvolgere nel P&R Scott e non Fall, per smorzare la mobilità laterale dell’ex Sixers costringendolo a muoversi in relazione non solo alla palla ma anche a Mickey e chiamare a eventuali letture e rotazioni un lungo meno rapido di piedi come Fall. Per farlo Dunston è molto più aperto sul perimetro che destinato al dunker spot: via più libera verso il ferro ed extrapass garantiti.
  • Scelta difensiva della Virtus figlia del GamePlan è la difesa ICE sui P&R giocati da Paris Lee: non si forza la destra ma si tiene il palleggio su quel quarto di campo, per sfruttare la relativa taglia e visione e chiamare a creare direttamente dal palleggio e grazie al blocco.
  • Prima decisione netta presa dall’Asvel: zona 3-2 a tutto campo per rallentare l’entrata nei giochi e accoppiamento a uomo non appena si supera la metà campo. Obiettivo: non forzare palle recuperate (lunghi non ideali a una difesa aggressiva sino al perimetro) ma sporcare l’esecuzione nei primi momenti dell’azione.
  • Dal post, per la Virtus, crea il sostituto in tutto e per tutto nello Starting Five di Shengelia, ossia Jordan Mickey: senza la visione del georgiano, ancor più importante è l’efficacia degli angoli di blocco sui flare per trovare la riapertura sul lato debole. L’inizio tra Cordinier e Belinelli è promettente.
  • Scelta radicalmente diversa della Virtus se il P&R è gestito da Luwawu-Cabarrot: handler più atletico ma meno affinato tecnicamente, la difesa switcha con Dunston per non dare spazio e tempo per respirare e prendere decisioni nel traffico.
  • Primo giro di cambi e primo ingresso di Deshawn Thomas: il primo set offensivo che lo vede inserito coinvolge ancora Lighty in un eventuale post up e l’ex Olimpia pronto a ricevere lo scarico sul perimetro. Con Lauvergne in campo, accenni di Thomas stretch 4 e non post wing. Secondo possesso “pulito” e invece subito cross screen per la ricezione spalle al ferro contro Polonara. Il terzo è un blocco cieco da rimessa da fondo in attacco per far pesare kg e cm di vantaggio su Abass: gancio mancino, airball di un metro. in linea teorica, il “coltellino svizzero” offensivo di Trinchieri è ancora affilato. In teoria.
  • Luwawu-Cabarrot peggior handler dell’intera Eurolega? Convinceteci del contrario, e la difesa Virtus ringrazia senza nemmeno sudare troppo.
  • Dopo diverse partite nelle quali Belinelli ha giocato l’intero 1Q per uno stint più lungo in panchina nel 2Q, contro l’Asvel Banchi propone Abass sul parquet a 2’29” dal primo mini intervallo. Impatto negativo di Abi: palla persa per un taglio inesistente, ferro dall’angolo e stoppata subita.
  • Ulteriore variante della difesa sul P&R della Virtus, stavolta con Yaacov come handler: stunt estremamente aggressiva di Pajola, non di 3/4 dalla guardia ma di 90° al gomito per negare il ribaltamento a un passaggio.
  • 4 punti da rimbalzo offensivo da Cordinier in un quarto: i piccoli dettagli, non necessariamente inclusi a uno scout superficiale, che fanno la differenza in un quarto da 3/18 complessivo delle due formazioni da 3.
  • Belinelli con la second unit significa due cose: accoppiare il miglior tiratore virtussino col miglior bloccante (Zizic) e il miglior rimbalzista offensivo (Polonara), garantendo al #3 il numero massimo di opportunità di tirare con spazio sia in uscita dai blocchi che rispaziandosi su perimetro dopo un errore.
  • A drop profonda dell’Asvel rispondono i jumper dal midrange della Virtus: la maggior parte corti, ma inevitabili per non far ristagnare il possesso.
  • La principale differenza del 1T tra la Virtus e l’Asvel è la qualità degli entry pass: nessuna delle due squadre cambia, entrambe hanno vantaggi con una marcatura dei lunghi (la Virtus col 4, l’Asvel col 5) ma i lob indirizzati al giocatore che sigilla il difensore dietro la propria schiena sono di una fattura completamente diversa. Inaspettatamente, quella migliore delle due è della squadra di Poupet.

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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