- A Napoli è più importante il Pajola tagliante, sia con palla in mano che a rimbalzo offensivo: muoversi sul perimetro per riattaccare la difesa in movimento, trovare altri tiratori e prendere posizione a rimbalzo partendo da una posizione di vantaggio è troppo importante contro la 1-3-1, e Pajola esegue alla perfezione.
- Il secondo quintetto della Virtus è visibilmente provato dalla trasferta di EuroLeague: no cambio sistematico o drop ma uno show abbozzato, con Mickey a dare addirittura le spalle a Pullen in penetrazione. La lacrima dell’ex Lubiana non trova il fondo della retina, ma la scelta conservativa di Banchi è ragionata: si vorrebbe dare il 100%, ma invece di provare a farlo e trovare momenti in cui si raggiunge il 50% conviene attestarsi continuativamente sull’80% e lavorare sui margini.
- Occhi puntati su Andrea Mabor Dut Biar: skillset unico nel roster della GeVi Napoli, molto più portato a fare show o drop rispetto alla gestione di una zona. Come risponde la Virtus? Slip&pop di Mickey per attaccarlo dal palleggio. 6-0 di parziale a cavallo tra 1Q e 2Q: diabolica Bologna.
- Specchietto per le allodole anche su rimessa laterale e parziale esteso a 9-0: la Virtus non è nelle migliori condizioni fisiche, ma dà l’impressione di aver piacere di giocare il più possibile insieme e “faticare” mentalmente nel trovare continuamente nuovi vantaggi. Per un appassionato neutrale, cosa chiedere di più?
- Ricezione in post di Napoli e 4vs3 (Lever-Abass) in seguito ai cambi sui blocchi. Bologna non raddoppia e non zona, si limita a un hard dig con Smith da lato forte. In LBA Abass p sostenibilissimo in 1vs1 anche contro 4 non iperatletici, e la vittoria difensiva sul semigancio di Lever è significativa. Napoli non trova ritmo e, per la prima volta dall’inizio di LBA, inizia a prestare il fianco al contropiede avversario. 9 palle perse in meno di 15′ per la GeVi, record di gran lunga negativo sinora (12.8 di media IN TOTALE!).
- Il 3° fallo di Hackett è sì un problema nel brevissimo periodo, ma l’ulteriore forte segnale degli intenti della Virtus: spezzare i consegnati sempre e comunque, non lasciando un briciolo di vantaggio prima della ricezione.
- Ulteriore spunto: l’attacco alla 1-3-1. Buscaglia e i prossimi avversari della GeVi si spera abbiano preso appunti. Non sono tanto i punti a referto in sé, ma le soluzioni trovate dalla Virtus per anestetizzare una difesa destabilizzante. Visto cosa non funzionava (lungo a ricevere sul tiro libero), la Virtus ha iniziato a mescolare le carte, come già visto coi possessi con Pajola: nel corso della gara Bologna propone un lungo nel dunker spot se in post ci va una guardia, un lungo in angolo se si decide di bloccare sul lato forte o il lungo in punta se si decide di bloccare sul lato debole. Il segreto (di Pulcinella, vista la serata al PalaBarbuto…) è variare il più possibile, non mostrare sempre la stessa faccia agli avversari e continuare a cambiare le carte in gioco, per non far prendere ritmo a una squadra che già di suo non lo sta trovando.





