Tornik’e Shengelia 5,5
Campionato: 32 partite, 11.5 punti, 49% dal campo, 58.7% true shooting, 24% usage, 24’, 5.7 rimbalzi, 3.5 assist, 2.1 perse | Eurolega: 23 partite, 9.4 punti, 48.4% dal campo, 58% true shooting, 22.5% usage, 23’, 2.9 rimbalzi, 3.3 assist, 2 perse
Anche Shengelia non è stato risparmiato dalla maledizione infortuni che ha attanagliato la Virtus tutta la stagione. L’infortunio alla spalla di agosto gli ha fatto saltare preparazione e tutto l’avvio di campionato, condizionandolo non poco anche nel primo periodo di ritorno in campo. Fatta questa necessaria premessa, va detto che, anche nel momento in cui ha ritrovato condizione, il suo rendimento ha continuato ad essere abbastanza altalenante. Di fatto lui nei piani della Virtus deve essere uno degli attori protagonisti, ma, specialmente in Eurolega, il suo marchio sulle partite quest’anno spesso non si è visto. Al netto di ragionamenti di budget, dovrebbe restare comunque uno dei pilastri per la prossima stagione. Il suo talento e il suo acume tattico non sono mai stati in discussione.
Jordan Mickey 5,5
Campionato: 40 partite, 9.8 punti, 55.4% dal campo, 61.4% true shooting, 20.4% usage, 21’, 4.7 rimbalzi | Eurolega: 32 partite, 7.3 punti, 42.9% dal campo, 50.8% true shooting, 19.5% usage, 22’, 4.2 rimbalzi
Stagione di alti e bassi quella di Mickey. Partito molto forte, per poi rallentare progressivamente, con brusca frenata attorno a gennaio, anche a causa di un infortunio su cui ha dovuto giocare per necessità di squadra (giocatore più impiegato del roster, 79 partite disputate su 82). Accelerata decisa, invece, a fine stagione, con playoff LBA giocato molto bene, in un contesto dove ha potuto permettersi di giocare da centro, esperimento decisamente non replicabile contro gli avversari di Eurolega. Complessivamente non ha del tutto convinto, anche perché come quattro non ha mai preso ritmo al tiro e da cinque, come detto, in Eurolega è difficilmente proponibile. Il finale di stagione in crescendo, se non altro, ha dimostrato la buona attitudine. Come cambio dei lunghi, per il futuro, non è un’opzione disprezzabile.
Daniel Hackett 5,5
Campionato: 38 partite, 8.2 punti, 37.6% da 3, 64.2% true shooting, 17.7% usage, 21’, 3.3 rimbalzi, 3.4 assist, 1.3 perse | Eurolega: 32 partite, 6.4 punti, 39.7% da 3, 63.6% true shooting, 15.7% usage, 22’, 2.2 rimbalzi, 3 assist, 1.9 perse
Un voto alzato sensibilmente da un finale di annata in netta ripresa, dopo che fino a quel punto Hackett aveva vissuto probabilmente la sua peggior stagione da parecchio tempo a questa parte. In difficoltà offensiva, anche difensivamente il suo impatto non si era sempre visto. Anche lui, come per Mickey, probabilmente in certi momenti avrebbe avuto bisogno di un periodo di recupero (solo otto partite saltate), ma le contingenze non l’hanno permesso. Come detto, però, ha chiuso l’annata in grande crescendo e resta, a ragione, uno dei punti fermi su cui ancorare il roster per la stagione 23/24.
Kyle Weems 5,5
Campionato: 27 partite, 9.7 punti, 38.4% da 3, 61.6% true shooting, 18.2% usage, 22’, 3.1 rimbalzi, 1.1 recuperi | Eurolega: 29 partite, 6.2 punti, 40.8% da tre, 57.6% true shooting, 16.8% usage, 18’, 2.7 rimbalzi
Fa strano dover dare un voto sotto la sufficienza al Batman virtussino. Purtroppo, il muro
Eurolega si è mostrato un po’ troppo ripido per lui che non è riuscito a incidere come avrebbe voluto. In campionato il suo apporto non è mancato, ma alla lunga ha finito per pagare pegno, lasciando posto nelle rotazioni dei playoff scudetto a Ojeleye e Cordinier. È una stagione che, comunque, non cancella nulla di quella che è stata la sua storia con la V Nera. Il vero giocatore di riferimento nello spogliatoio. Bellissimo il saluto dei tifosi al termine di gara 6 Scudetto. Uno di quelli di cui ci si ricorderà per parecchio tempo sotto le Due Torri.





