
Alle 17 si gioca a Trento, e per la Virtus Bologna è una partita che vale tutto. Un’altra sconfitta significherebbe eliminazione, un epilogo che fino a pochi giorni fa sembrava impensabile per una squadra che aveva aperto la serie con una vittoria larga in gara 1.
Quella prestazione, però, si è rivelata ingannevole. Da lì in poi la squadra bianconera è andata in caduta libera, apparendo svuotata, senza energie né certezze. Un’immagine difficile da riconciliare con le ambizioni di inizio stagione.
La crisi e l’ombra di Ivanovic
Come riporta Il Corriere dello Sport, sullo sfondo di questa crisi c’è anche la rottura con Dusko Ivanovic, il coach montenegrino che il club ha scelto di non confermare dopo una serie di risultati negativi. Una decisione che ha lasciato strascichi visibili, e che adesso pesa sul momento più delicato della stagione. Nenad Jakovljevic si ritrova in una posizione scomoda, avvolto da una confusione che lo rende, suo malgrado, il principale bersaglio delle critiche.
È stato lo stesso allenatore ad ammettere le difficoltà:
«dobbiamo risolvere le nostre criticità all’interno del gruppo»
Parole che fotografano una situazione interna tutt’altro che serena, con Pajola e il resto del gruppo chiamati a trovare risposte che finora non sono arrivate.
Trento spinge, la Virtus cerca il filo perduto
Dall’altra parte c’è una Trento in grande spolvero: 14 triple in una singola partita, massimo stagionale, e 102 punti segnati nei playoff, nuovo record. Numeri che raccontano una squadra in fiducia, capace di colpire da ogni posizione.
La Virtus, invece, non riesce a ritrovare il bandolo della matassa. Dopo l’abbondanza offensiva di gara 1, la squadra bolognese non sa più come costruire il proprio gioco, né come arginare l’entusiasmo avversario. Gara 4 è l’ultima chiamata: o si svolta adesso, o la stagione finisce sul parquet del PalaTrento.