Secondo centro in Eurolega per la Virtus Bologna, che si porta a casa un altro scalpo prestigioso dopo quello del Real Madrid. Al Paladozza cade il Monaco di Mike James per 77-73, dopo 40′ dove i bianconeri sono stati quasi sempre avanti, arrivando anche al +13. Poi rimonta ospite, qualche pasticcio di troppo virtussino e alla fine Nedovic ha avuto in mano il tiro del pareggio. Sarebbe stata, oggettivamente, una punizione ingiusta per un’ottima Virtus che mostra di avere ancora tanto margine di crescita da esplorare.
Recita collettiva dei bolognesi che hanno messo in campo lo spartito ideale: Carsen Edwards (24, 6 rimbalzi e 4 assist) a capo delle truppe e dietro tutti a lottare. In difesa prima ancora che in attacco: minimo stagionale concesso a Monaco. Tutti importanti, tutti coinvolti, tutti a portare il proprio mattone. E funziona, mentre Monaco impegna le energie più a litigare con gli arbitri che a trovare il bandolo della matassa. E così i bianconeri mettono la freccia nel secondo tempo, cavalcando un’altra ottima (troppo breve?) apparizione di Aliou Diarra (6+4+2 stoppate e 12 di valutazione in 9 minuti) e il lavoro difensivo di Hackett, Pajola, Jallow.
Monaco è nervosa. L’unico sempre sul pezzo sembra Mirotic, implacabile al tiro come solito. Ma per il resto attorno ci sono giocatori che non trovano il feeling con la partita e sbattono contro i muscoli bianconeri, specialmente quelli di un Saliou Niang che sale in cattedra nell’ultimo quarto, risultando ancora decisivo. E nonostante questo, a testimonianza dell’enorme talento a disposizione di Vassilis Spanoulis, i monegaschi riescono, in qualche modo, a mettersi nelle condizioni di tirare per forzare il supplementare. Come detto, sarebbe stata troppa grazia. Alla fine festeggia la Virtus ed è giusto così. La Roca avrà tutto il tempo per trovare la propria versione migliore.
Giocatore decisivo: Carsen Edwards è il nome ovvio per la facilità di generare attacco a piacimento anche contro una difesa che sa bene essere lui il pericolo pubblico numero 1, 2 e 3. Ma sarebbe ingeneroso non dedicare queste righe a Saliou Niang, che nel momento chiave della partita trova almeno un paio di canestri chiave e cinque rimbalzi offensivi che sono oro puro.
Da rivedere: Alpha Diallo non ha certo mostrato la propria versione migliore. Nervoso, in folta compagnia va detto, non incide mai davvero come ci ha abituato. Tira male in attacco (4/13) e perde lo scontro diretto coi pari ruolo Niang e Jallow.
VIRTUS BOLOGNA
Vildoza 6,5: Gioca al suo ritmo. Che è un ritmo lento bailado, quasi camminato. Ed è un ritmo che sembra un paio di marce sotto a quello che servirebbe alla Virtus. Ma in quel ritmo trova le note giuste, con assist e canestri preziosi. A quel punto, vagli a dire qualcosa.
Edwards 8: Enorme. La difesa di Monaco lo aspetta al varco per 40′ e lui timbra 24 punti con una, apparente, impressionante, facilità. Sembra, partita dopo partita, nel contesto perfetto per lui.
Pajola 7: E’ ormai il leader conclamato della squadra. Tiene i compagni sul pezzo, mentre fa il solito lavoro difensivo e conferma di essere un attaccante che le difese devono, quanto meno, rispettare. Nel finale prende un rimbalzo per niente banale sulla tripla sbagliata di Nedovic che chiude la partita.
Niang 7,5: E’ alla quarta partita di Eurolega e, dopo un avvio di gara non semplice, diventa semplicemente dominante nel momento chiave della partita. E’ sempre dove dovrebbe essere. Salta in testa a tutti. Esalta il pubblico. Un’altra splendida partita.
Smailagic 6: Le percentuali non sono certo con lui (1/8), ma si fatica a buttargli la croce addosso col lavoro sfiancante che gli viene richiesto regolarmente contro i 5 avversari. Ha un momento in cui condivide il campo con Diarra e l’impressione è che sia una soluzione da rivedere più spesso in futuro.
Taylor 5: Ivanovic gli concede 5′ in cui sbaglia male un paio di triple aperte.
Hackett 7,5: Un altro dei protagonisti di serata. Gioca una partita da campione. Ivanovic ha grande fiducia in lui e la ripaga in pieno. Difende con il coltello tra i denti e mette anche un paio di canestri dal peso specifico notevole. Leader.
Morgan 5,5: Parte con un 3+1 incredibile che gli arbitri gli annullano e da lì la sua partita si mette in salita. Non trova mai il ritmo che ha contraddistinto questo suo inizio di stagione.
Diarra 7: La domanda nasce spontanea: perché solo 9′? Entra, segna, subisce falli, stoppa, prende rimbalzi. Ogni partita mostra cose interessanti. Quel tempo in campo è destinato a crescere.
Jallow 6,5: Mette una dedizione difensiva impressionante. Certo, ogni tanto pecca di ingenuità. Ma un giocatore del genere è manna per tutti i compagni di squadra.
Diouf 6: Non è la partita che inverte la rotta del suo momento un po’ appannato. Ma alla fine porta il suo contributo.
Akele sv: Parte in quintetto. Due minuti e poi va a sedersi.
Ivanovic 7: C’è tanto di suo in questa vittoria. Della squadra da battaglia che vuole vedere in campo. C’è anche quel vizietto di complicarsi la vita con scelte non proprio lineari quando il più sembra fatto (il quintetto di avvio quarto periodo, la gestione degli ultimi due minuti). Ma stasera sono decisamente più le note, molto alte, positive.
AS MONACO
Okobo 5,5: Non morde mai la partita. Fa il compitino. Ci si aspetta molto di più.
Blossomgame 6: Nel finale è in campo quando i suoi sembrano poter riprendere la partita. In generale, oggi, meglio di Diallo.
Theis 7: Un rebus per la Virtus in attacco. Il suo lo fa decisamente, forse venendo anche coinvolto meno di quanto si sarebbe potuto.
Diallo 4,5: Perde la testa nelle polemiche con gli arbitri. Finisce per non incidere quasi mai e per prendersi le giocate chiave di Niang in testa.
K.Hayes 4,5: Cinque falli in meno di 15′, non ne azzecca una. In attacco, e ci può stare, e in difesa, che sarebbe il suo asset principale.
Tarpey sv: In campo solo 4′.
Nedovic 5: Quasi non lo si nota. Fino a quando Spanoulis non disegna per lui il tiro per l’overtime. Che si spegne sul ferro.
Strazel 6: Gregariato di qualità. E ci mette anche un 3/3 ai liberi non banale nel finale.
Mirotic 7: Il migliore dei suoi. Una sentenza nel punire sui rimpiazzi offensivi. La Virtus deve sempre dedicargli un’attenzione extra. Spanoulis però, quasi la riprende con lui in panchina. Ci sono ancora equilibri da sistemare.
James 5: Anche lui entra presto nel vortice del nervosismo. In questo caso quello negativo che lo porta a finire un po’ ai margini, più che aggiungergli il fuoco extra che lo fa diventare devastante. Poi è comunque Mike James. E ha il talento per non essere totalmente dannoso anche in una partita dove tira 1/11.
Spanoulis 5,5: Stasera non riesce a far funzionare al meglio tutto il talento di cui dispone e finisce nella partita sporca disegnata da Ivanovic. Non aiuta i suoi ragazzi a mantenere i nervi saldi. Una sconfitta da cui imparare.
