Il mercato della Virtus Bologna entra ufficialmente nella sua fase più calda. Con l’annuncio di Alex Mumbrù come nuovo capo allenatore delle V Nere, si apre formalmente un nuovo capitolo nella storia recente del club.
La domanda che ora circola con insistenza tra i tifosi e gli addetti ai lavori riguarda il livello di ambizione che il patron Massimo Zanetti vorrà mettere sul piatto. La Virtus Bologna è infatti al secondo anno della sua licenza triennale in EuroLeague, e da Bologna l’Europa si aspetta un segnale concreto di solidità e competitività continentale. Il bilancio della stagione appena archiviata, d’altronde, impone un riscatto: un deludente diciassettesimo posto in Europa dopo un avvio promettente, l’eliminazione precoce in Coppa Italia e la resa in semifinale scudetto contro Venezia. Un punto di partenza amaro, ma utile per trarre stimoli nuovi.
La filosofia di Mumbrù: priorità alla sostanza e al collettivo
Il tecnico spagnolo arriva sotto le Due Torri con idee chiarissime sulla strutturazione del nuovo roster bianconero. Non saranno i grandi nomi a fare la differenza, quanto piuttosto la funzionalità dei singoli elementi all’interno del sistema di gioco, come scrive Il Corriere dello Sport – Bologna:
“Coach Mumbrù, che verrà annunciato oggi dal club, chiederà giocatori funzionali alla sua idea. Non conterà il nome, ma più la sostanza per una dimensione più solida.”
All’interno di questo nuovo scacchiere tattico, Rasheed Bello è indicato come il principale regolatore e custode del ritmo di gioco, mentre il reparto degli esterni lunghi ricoprirà un ruolo chiave:
“Un ruolo centrale lo avranno le ali: in regia sarà Bello a dettare il ritmo.”
Sotto le plance, invece, i fari sono puntati su Diarra e Kokila. Entrambi i lunghi vengono indicati come elementi con concrete possibilità di imporsi ad alto livello, a patto che si riesca a trovare fin da subito il giusto equilibrio fisico e tecnico nel reparto lunghi.
Virtus Bologna: il futuro di Hackett e il passaggio di consegne in regia
Quello che sta per iniziare potrebbe essere l’ultimo anno con la Virtus Bologna per Daniel Hackett, vero e proprio leader emotivo di un’era vissuta ad alta quota. Il compito del play azzurro in questa stagione sarà duplice: oltre all’apporto sul parquet, Hackett sarà chiamato ad accompagnare la crescita di profili italiani più giovani come Davide Casarin e Tommaso Baldasso.
A loro dovrà essere progressivamente trasferita la leadership e l’identità dello spogliatoio virtussino. Le V nere ripartono dunque da una rifondazione silenziosa, basata sulla coerenza di un’idea tecnica precisa piuttosto che sulla ricerca del colpo ad effetto mediatico.
