HomeLega BasketVirtus Bologna: playoffs, chi rimane e cosa interessa sul mercato

Virtus Bologna: playoffs, chi rimane e cosa interessa sul mercato

 Il mercato

Tra gli obiettivi di mercato per la prossima stagione non è un mistero che la Virtus stia seguendo con grande attenzione il profilo di Saliou Niang, autore di un eccellente stagione a Trento.
La sua combo di atletismo e versatilità lo rendono un profilo estremamente intrigante per la società bolognese che cercherà di chiudere l’affare nelle prossime settimane.
Sempre tra gli italiani continua ad intrigare anche il profilo di Gabriele Procida ma, ad oggi, il giocatore sembra voler dare la priorità ad una possibile avventura in NBA e solo in seconda battuta al mercato europeo.

Mikael Jantunen, invece, ex Treviso che era stato individuato come un possibile obiettivo per i bolognesi, dovrebbe firmare a breve un contratto biennale con il Fenerbahce di Sarunas Jasikevicius.
Nonostante piacesse alla dirigenza bolognese, i report su un accordo già raggiunto erano decisamente prematuri. Sul giocatore, oltre a Virtus e Fenerbahce, c’erano almeno altri 4 club e con un’asta simile era improbabile che la Virtus ne potesse uscire vincente.

L’idea è quella di consegnare a Dusko Ivanovic un roster che sia, innanzitutto, più atletico e capace di essere più aggressivo in difesa. Per farlo la volontà è quella di impostare il giusto mix tra esperienza e forze giovani.
Un nome che potrebbe rientrare tra i possibili obiettivi della Virtus è quello di Justin Anderson, in scadenza con il Barcelona e visto come un buon rinforzo per il ruolo di 3-4.

Dusko Ivanovic, poi, non disdegnerebbe una reunion con Luca Vildoza, giocatore che ha già allenato alla Stella Rossa.
Il play-guardia argentino è sotto contratto con l’Olympiacos anche per la prossima stagione ma la sua permanenza in biancorosso, ad oggi, è tutt’altro che scontata.
Se il giocatore si liberasse dal club greco, potrebbe diventare un’opportunità interessante per la Virtus, che vuole rafforzare il reparto per evitare di caricare fin troppe responsabilità sulle spalle di Alessandro Pajola e Daniel Hackett.

 

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