Virtus Bologna, subito un calendario di fuoco: tre settimane ad altissima intensità

Le prime corse alla Porelli hanno dato il via ufficiale alla stagione della Virtus Bologna. Il raduno, tuttavia, è partito inevitabilmente a ranghi ridotti a causa dei tanti impegni con le rispettive Nazionali: sono infatti assenti Baldasso, Ferrari, Klintman, Diarra e persino Carr, quest’ultimo convocato all’ultimo momento dal Canada. In assenza di coach Alex Mumbrù, il gruppo è stato provvisoriamente guidato dagli assistenti Parente e Fedrigo.

Una partenza in sordina, quasi obbligata, che lascia intuire quanto il lavoro tattico debba essere compresso in pochissimo tempo. I primi test probanti arriveranno solo verso l’11 settembre con la sfida a Pesaro, per poi proseguire il 16 contro la Maxima Roma, gara che fungerà da vera e propria prova generale in vista della Supercoppa Italiana — competizione che si aprirà subito con il big match contro l’Olimpia Milano.

Virtus: un calendario senza margini di errore

Quello che attende la nuova Virtus è un avvio di stagione senza respiro. Il programma mette in fila, in rapida successione:

  • Olimpia Milano in Supercoppa

  • Fenerbahce e Varese

  • di nuovo Milano in trasferta per l’Eurolega

  • Olympiacos e Maxima Roma in casa

  • Bayern Monaco, Venezia e Paris Basketball tre volte di fila in trasferta

  • il rientro a casa per accogliere Baskonia e Scafati

Tre settimane abbondanti di fuoco per un gruppo che avrà appena cominciato a costruire una propria identità collettiva.

I punti di riferimento della squadra

In questo contesto d’emergenza, i punti di riferimento più solidi del roster saranno Mouhamet Diouf e Derrick Alston Jr.. Su Marcus Carr, per qualità e per esperienza internazionale, ricadrà buona parte delle responsabilità sul perimetro.

Tommaso Baldasso arriva a questo appuntamento in una fase di piena maturità e punta alla consacrazione definitiva con la maglia della Virtus mentre Davide Casarin, dal canto suo, si trova davanti al bivio più importante della sua carriera.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.