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Virtus Bologna, Paolo Ronci tra il caso Pajola e il futuro in Eurolega

Con la stagione che si avvia nella fase più calda, in casa Virtus Bologna è già tempo di bilanci e programmazione per il futuro. Il General Manager del club, Paolo Ronci, in una profonda intervista rilasciata a La Repubblica – Bologna, ha analizzato l’identità costruita dalla squadra nell’ultimo triennio, commentando anche il mancato inserimento dei suoi giocatori nei premi stagionali di Legabasket:

Rifra

“Dove volevamo e dovevamo. Primi nelle ultime tre stagioni regolari, 77% di vittorie, le prime 4 piazze sono il nostro posto. Poi, entrando in finale, sarebbe la sesta a fila. Un passo alla volta, ma siamo la Virtus, non ci nascondiamo. Anche senza nessun giocatore nei cinque candidati al premio di migliore dell’anno di Legabasket…”. Un’esclusione che Ronci ha voluto ribaltare con orgoglio: “Non mi metto medaglie, il merito è del club, e cioè dell’odierno valore, status e cultura di un ambiente che spinge a dare il massimo. Qualcuno ci lascia il cuore, come Shengelia che da Barcellona l’altra sera soffriva in diretta la bella con Trento. Però insisto. Se non figuriamo nei premi, i veri underdog siamo noi”.

L’emergenza infortuni e il caso Pajola

Il percorso della Virtus Bologna nell’ultimo anno è stato inevitabilmente condizionato da una pesante scia di infortuni che ha falciato il roster nei momenti chiave, costringendo lo staff tecnico a continui adattamenti dell’assetto in campo:

“Ci siamo abituati. Da gennaio in poi, prima fuori i tre pivot insieme, poi i tre play, ora Alston e Pajola. La sera di gara 1 con Trento c’è caduto il mondo addosso. Alston KO, dopo la sua migliore dell’anno. Pajola che, si capisce lì, ha finito. Resisteremo ancora, ne siamo già stati capaci” ha spiegato il dirigente.

A tenere banco è soprattutto il futuro di Alessandro Pajola, il cui stop fisico ha anticipato un addio ormai scritto alla Virtus Bologna:

“Il comunicato di giovedì ha preso atto della sua stagione finita. Il profilo medico è ben documentato. Ci si resta male, se ciò che divide prevale su ciò che unisce, e quella nota era dovuta, alla Virtus e al ragazzo. Avanti uniti, adesso. Conoscevamo da tempo il suo desiderio di nuove esperienze, meglio se all’estero”.

Il futuro della Virtus Bologna tra mercato ed Eurolega

La prossima estate si preannuncia come un vero e proprio anno zero per il mercato della Virtus Bologna, chiamata a rifondare gran parte del gruppo mantenendo però una rigorosa sostenibilità economica:

“I contratti parlano, dovremo agire. E il livello salirà ancora, con le spese di certi club che fanno concorrenza al calcio. Noi potremmo essere tra quelli che spendono meno in Eurolega e siamo abituati a rispettare i budget. Il progetto seguirà la linea dell’ultima annata. Dopo i veterani campioni, l’anno zero. Che ha pagato: squadra giovane, piacevole, capace di partite memorabili, fino alla raffica di infortuni. Non c’è altra via. Freschezza e fisicità per stagioni da maratoneti. Cerchiamo giocatori così”.

Nonostante le complessità del panorama cestistico continentale, le certezze societarie per il medio termine rimangono solide: “Su NBA Europe taccio e valuterò in concreto. Su Eurolega, oggi ne siamo orgogliosamente parte, con altre due stagioni garantite, condividiamo piani e ci onoriamo d’esser nel gruppo di club che ha scritto la storia”.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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