HomeVirtus BolognaVirtus Bologna, tra luci e ombre: bene Pajola, male Vildoza. E Edwards?

Virtus Bologna, tra luci e ombre: bene Pajola, male Vildoza. E Edwards?

La Virtus Olidata Bologna saluta prematuramente la Supercoppa Italiana 2025, sconfitta in una battaglia punto a punto contro l’Olimpia Milano. La squadra di coach Ivanovic  mostra momenti di dominio e grande energia, ma paga caro un ultimo quarto da incubo e troppi errori nei momenti chiave.

“Gare come queste vanno giocate per 40 minuti”, ha commentato il coach. E proprio lì la Virtus ha mancato il salto di qualità. Walter Fuochi offe la sua analisi della sfida su La Repubblica-Bologna.

Pajola leader assoluto. Niang sorprende, Diouf solido

Tra le note più liete della serata c’è Alessandro Pajola, autentico leader tecnico ed emotivo. Voto 7.5, miglior valutazione della squadra. Bravo nella gestione, lucido nelle scelte, decisivo in difesa.

Buona anche la prova del giovane Niang, che ha chiuso con 2/4 da tre e tanta intensità. Momo Diouf ha offerto fisicità e rimbalzi sotto canestro, contribuendo a un dominio a rimbalzo (40 a 30 per la Virtus) che però non è bastato.

Edwards e Vildoza deludono: il talento non basta

Le delusioni arrivano da chi era più atteso. Carsen Edwards, nonostante un finale generoso, ha chiuso con 8 su 19 al tiro, poco incisivo. Ma è Luca Vildoza a raccogliere la peggiore valutazione (5): insicuro, impreciso, molle in difesa e mai in ritmo offensivo.

“C’è ancora tanto lavoro da fare”, il commento che circola intorno all’argentino, ancora lontano dai fasti degli anni passati.

Obiettivo: ripartire subito con lucidità

Il match è già archiviato nello spogliatoio bianconero, ma il messaggio è chiaro: c’è tanto da costruire, ma anche buone fondamenta. Ivanovic avrà bisogno di tempo e pazienza per far crescere questa Virtus, con un occhio al rientro degli infortunati e all’inserimento dei nuovi:

“Servirà tempo, ma la squadra ha risorse su cui lavorare. L’importante sarà trovare continuità”.

La Virtus Bologna esce dalla Supercoppa con qualche rimpianto ma anche diversi motivi per credere nel proprio progetto. Pajola c’è, Niang cresce, e coach Ivanovic inizia a plasmare la squadra. Il tempo sarà il vero alleato dei bianconeri.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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