Una prima metà di stagione per ambientarsi, capire i ritmi, costruire il fisico. Ora per Francesco Ferrari è arrivato il momento di alzare il ritmo e dimostrare tutto il suo valore con la maglia della Virtus Bologna.
Il giovane talento bianconero sta lavorando in questi giorni con la Nazionale italiana, impegnata nella preparazione della seconda fase delle qualificazioni al Mondiale. Un altro step in un percorso di crescita che, nell’ultimo anno, ha subito un’accelerazione decisa.
Un salto non semplice, dentro e fuori dal campo
Ferrari arrivava da Cividale, dove il suo ruolo naturale era quello di ala grande — il quattro — con qualche incursione addirittura da centro. A Bologna si è ritrovato a interpretare il ruolo di tre, una posizione inedita per lui, in un contesto dove i tempi di gioco e le richieste fisiche sono completamente diversi rispetto all’A2.
Il passaggio di metà stagione tra i due campionati non è mai banale, e Ferrari lo sa bene. Le prime settimane sono state dedicate quasi interamente alla palestra: sei chili messi su in appena due mesi, il lavoro certosino con i preparatori per costruire la base atletica necessaria ad affrontare la Serie A con continuità.
Come scritto dal Corriere dello Sport, l’annata che sta per iniziare dovrà essere quella della spinta decisiva. Sul fronte difensivo, l’obiettivo è trovare ancora più solidità e costanza, sfruttando il suo naturale istinto cestistico e la sua visione di gioco. In attacco, invece, il tiro da oltre l’arco dovrà trasformarsi in un’arma sicura da scagliare senza alcuna esitazione, mentre il perfezionamento dell’uso della mano sinistra lo renderà un giocatore decisamente più imprevedibile e completo.
Hackett come riferimento, l’NBA come orizzonte
Dentro lo spogliatoio della Virtus, Ferrari ha a disposizione un modello da osservare ogni giorno: Daniel Hackett, punto di riferimento tecnico e umano per chi vuole capire cosa significhi essere un professionista ad alto livello.
Il presente lo vede maturare nel ritiro azzurro di Folgaria, dove confrontarsi con i grandi del basket serve ad accumulare preziosa esperienza. Le ambizioni, ovviamente, non gli mancano:
«giocare in nba Sarebbe wow.»
Poche parole, ma sufficienti a raccontare quanto quell’obiettivo sia reale, non solo una suggestione lontana.
Sebbene l’NBA resti il sogno supremo di ogni cestista, l’obiettivo più concreto e immediato è imporsi con la maglia di Bologna. Il giovane talento punta a non fare la comparsa, ma a ritagliarsi un ruolo da pedina fondamentale anche in Eurolega. E le carte in regola per cogliere questa occasione ci sono tutte.
