Né bianca, né nera. Una grigia Virtus Bologna cade (93-88) a Napoli e finisce anche con i nervi tesi per l’espulsione di Tornike Shengelia nel quarto periodo.
Eppure, anche senza il georgiano, Diouf (13) spinge la rimonta che dal -10 (81-71) vede la Vu Nera arrivare addirittura al vantaggio (86-88).
Napoli, però, è trascinata da una coppia formidabile formata da Jacob Pullen e Tomislav Zubcic, entrambi autori di 25 punti, che non fanno sentire la mancanza di Erick Green, ai box per infortunio.
Se il croato è a lungo motore dei vari tentativi di fuga degli uomini di Giorgio Valli, lo statunitense è deus ex machina del break di 7-0 finale che costruisce con una bomba, un viaggio in lunetta e l’assist per l’alley-oop con cui Leonardo Totè (12) chiude i giochi.
Napoli, complice le contemporanee sconfitte di tutte le concorrenti, aggancia nuovamente il treno salvezza in vista del derby di domenica prossima alla Beta Ricambi Arena PalaMangano.
Napoli Basket
Pullen, 8: fa capire subito di essere in serata con due triple a stretto giro di posta, nel finale è autentico signore del parquet di Fuorigrotta. La tripla dell’89-88 sa di speranza, i liberi successivi di fiducia, l’assist a Totè di certezza. Oltre ai 25 punti, anche 7 passaggi vincenti.
Zubcic, 8: cecchino (7/10) dall’arco, domina le sfaccettature che il match gli propone e infiamma il pubblico come ai bei vecchi tempi. Bentornato.
Treier, sv: appena 4′ in cui non viene mai coinvolto.
Pangos, 7,5: il ruolino di assist (8) è nella sua media, ci mette anche un paio di triple che pesano come macigni, rispondendo presente alla chiamata della sua squadra.
De Nicolao, 6,5: si batte come un leone, con gli avversari e con quel tiro dal campo che non ne vuole sapere di entrare. Porta ordine quando i titolari hanno bisogno di rifornirsi d’ossigeno.
Acunzo, ne.
Woldetensae, 6,5: brutto il fallo su Shengelia che ne origina la reazione, neo in una prestazione solida in cui mette il filo spinato davanti a chiunque passi dalle sue parti.
Fiodo, ne.
Saccoccia, sv: qualche secondo a fine primo tempo.
Egbunu, 6: soffre nella prima parte di gara, nel secondo tempo si fa spazio tra le maglie bianconere e trova punti e rimbalzi pesanti.
Totè, 7: stavolta non è tra le prime opzioni offensive ma offre sempre il suo apporto in punti (12) e rimbalzi (7). Genera un sisma con epicentro PalaBarbuto quando inchioda l’alley-oop della vittoria, ma stavolta le conseguenze sono solo felici.
Mabor, ne.
All. Valli, 7,5: gli si può imputare l’aver dato solo 4′ a Treier ma sarebbe un dettaglio, mette a posto gli automatismi nel pitturato e frena l’emorragia di rimbalzi offensivi avversari, gestisce bene sostituzioni e momenti del match.
Virtus Segafredo Bologna
Cordinier, 5,5: sforna 10 assist ma non riesce ad incidere quanto vorrebbe quando gli toccherebbe concludere.
Holiday, ne: ormai oggetto misterioso, i tifosi virtussini parrebbero tentati dal cercarlo a ‘Chi l’ha visto’.
Belinelli, 5,5: beccato più volte dal pubblico, si fa vedere solo a sprazzi. Segna il pareggio sulla sirena dell’intervallo e si volta verso la curva di casa. Vecchie ruggini, quasi ventennali.
Pajola, 5: quando castiga con la tripla il difensore che l’aveva battezzato fa pensare ad una di quelle serate monstre, invece si spegne presto, complici i precoci problemi di falli.
Shengelia, 4: tanta imprecisione dal campo, nonostante la sua presenza crei timore negli avversari. Nel finale perde la testa e viene espulso, lasciando i compagni senza il suo apporto.
Hackett, 4,5: al piccolo trotto per il campo, segna una tripla, poi sparisce dalla circolazione.
Morgan, 5: prova a dare vitalità all’attacco virtussino ma viene troppo spesso ignorato dai compagni e finisce per deprimersi.
Polonara, 6: nel miglior momento della Virtus lui c’è, poi viene inspiegabilmente accantonato.
Diouf, 5,5: perde il duello con Totè che gli strappa più di un rimbalzo, Ivanovic gli dà tanti minuti nonostante uno Zizic apparso in buone condizioni.
Zizic, 6: tra i pochi a salvarsi, segna vari punti in successione prendendosi le immediate vicinanze del canestro, Ivanovic lo relega in panchina e se ne perdono le tracce.
Akele, sv: parte in quintetto, segna anche un libero, poi si perde nei meandri della panchina.
Tucker, 5: due triple a bersaglio e nient’altro, fatica tantissimo ad attaccare il ferro come saprebbe fare, così s’inabissa nelle pieghe del match.
All. Ivanovic, 4,5: si perde troppo spesso in proteste, piuttosto che nel cercare una contromossa che argini gli aggiustamenti di Valli. Torna a Napoli 18 anni dopo l’ultima volta (allenava il Barcellona) ma l’esito non cambia.





