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- Scelta radicale di Milano sulle uscite per Belinelli: cambio sistematico, con l’uomo dell’ultimo bloccante a prendere in consegna Beli e non garantirgli il minimo spazio per mettere a posto i piedi. Se lo esegue Hines è un conto, se lo esegue Mirotic è un altro. Banchi lo sa, e coinvolge sempre più Polonara da bloccante e non Mickey. Lo fa fino al punto di costringere Messina a rivedere la coverage per permettere a tutto il quintetto dell’Olimpia di gestire allo stesso modo i pin down per Belinelli. Poi sale in cattedra la tecnica individuale del capitano della Virtus, e lì c’è poco da fare.
- La difesa del post di Mirotic non è individuale, ma duplice: non solo Polonara cerca anticipo ma direziona anche verso linea di fondo. Jordan Mickey è finissimo difensore in roaming, in aiuto, la cui contestazione al ferro è bilanciata dal lavoro a rimbalzo che Achi è in grado di fare sul lungo di Milano in campo.
- 6 rimbalzi offensivi a 2 nei primi 11′ per la Virtus. E pensare che nei due precedenti “veri” del 2023/24 ha vinto sempre la squadra che ha raccolto meno carambole, nello specifico 26 (26-32 Virtus in EL, 26-31 Olimpia in LBA).
- +11 firmato Belinelli in transizione e un inspiegabile rifiuto di layup di Napier: una Virtus in controtendenza rispetto alle scelte al tiro della vittoria della Segafredo Arena in Eurolega, che rispetto alla sconfitta del Forum in LBA aveva giocato meno possessi in transizione (4 possessi a 8), meno uscite dai blocchi (4 a 10) e più tiri creati da scarichi e riaperture (20 a 13).
- Massimo vantaggio Virtus significa allungamento della difesa Olimpia: blitz di un lungo a tutto campo, col risultato di far entrare Bologna nell’azione con 14″ sul cronometro, anche a costo di concedere crossmatch in tutti e 5 i ruoli una volta accoppiati a metà campo. Massimo svantaggio vuol dire anche aggressività estrema sul perimetro per forzare palle perse e transizioni rapide.
- Nicolò Melli sbaglia una rotazione difensiva sul P&R. Non è un’esercitazione: Nicolò Melli sbaglia una rotazione difensiva sul P&R.
- Con Bortolani in campo, l’Olimpia gioca le prime “doppie uscite” della gara: sul Diamond Set di Milano, la Virtus opta per non mandare in rotazione la difesa e seguire da dietro con Lundberg. Nessuno spazio per arrestarsi, Bortolani costretto a mettere palla a terra e attaccare dal palleggio. Esattamente ciò che la Virtus si augura.
- Rientra Abass e la Virtus torna a cambiare 1-5? Milano e Napier iniziano ad attaccare non cercando la ricezione di Voigtmann o la riapertura sul perimetro, bensì in isolamento contro il lungo. Per il tracciamento di Synergy, Milano nei primi due precedenti ha raccolto 0 punti in isolamento (8 possessi). Al primo della Segafredo Arena, Napier spara da 3 in faccia a Shengelia. Solo rete.
- Il talento di Napier è l’àncora di salvataggio per l’Olimpia, la Vitus cerca di affondare anche quella: sui P&R gestiti da Napier Bologna vuole sempre avere il corpo più mobile di fronte a Shabazz, e nel caso in cui questo si trovi in angolo opta per fare preswitching (cambiare lontano dalla palla tra il difensore del bloccante e quello del terzo uomo).




