La Virtus ha girato la pagina di Luca Banchi per aprire quella di Dusko Ivanovic, ma nella puntata di Backdoor Call con Marco De Benedetto abbiamo provato ad andare a fondo della dipartita del coach, della strategia bianconera e soprattutto di un futuro che non si sa dove porterà.
Perdere un coach come Luca Banchi deve essere visto per la Virtus come una sconfitta. Io ho sempre detto quello che penso di Luca e lo confermo, lui non ha bisogno di avvocati difensori, di gente che tiri l’acqua sul suo mulino. Sicuramente non è stata una gestione lineare quella del club, non è stato messo nelle condizioni di lavorare come doveva e già quello che è stato fatto l’anno scorso è stato un over performance. Questo anno non è riuscito a far over performare i giocatori, tutto qua, quindi già siamo in un’epoca in cui dare dimissioni fa scalpore, non lo fa nessuno, il fatto che lui sia un uomo come si deve, non devo certo dirlo io, ha fatto semplicemente un atto dovuto dal momento che mi sembra che fosse abbastanza dura lavorare e mancava un po’ quella spinta che ci dovrebbe essere sempre. Mi viene da pensare che comunque anche un po’ di responsabilità, assieme sicuramente a quella di Luca stesso perché il coach ha sempre delle responsabilità, ce l’hanno anche i giocatori rispetto all’anno scorso nel quale come dicevi tu, volevano comunque dimostrare anche solo inconsciamente, che era tra virgolette colpa di Scariolo. Non dico che l’abbiano fatto volutamente, ma credo che per lo meno in alcuni casi si siano un po’ seduti rispetto all’approccio furente che avevano l’anno scorso a quest’epoca.
Da un lato il meccanismo mentale, umano, per cui il senso di rivalsa può essere una spinta, è normale che ci sia, dall’altro lato evidentemente è venuto un po’ meno quello e quindi salta un po’ tutto il banco. Questo vuole dire che di sostanza dietro c’è un po’ poco, per quella che dovrebbe essere la seconda realtà italiana o prima, fate voi assieme a Milano o dopo Milano. Il commento sul fatto che adesso il nuovo allenatore ha motivazioni diverse o un atteggiamento diverso, non sto a commentarlo, perché dopo due giorni non so di cosa si possa discutere, ma probabilmente è anche solo un modo per cercare di presentare il progetto. Sicuramente se uno mi chiedesse dove vuole andare la Virtus non glielo saprei dire in questo momento.
Anche perché l’ultima cosa su cui vorrei coinvolgerti è: abbiamo parlato per un paio di settimane del Monaco e Spanoulis che, perlomeno hanno un progetto, giusto o sbagliato che possa essere l’esonero di Obradovic, lo hanno sostituito con un allenatore che nell’immaginario dovrebbe restare lì per un po’ di tempo per creare e plasmare la sua squadra.
Qui si sa che l’alternativa a Banchi è stato Ivanovic semplicemente perché ha accettato di traghettare la squadra fino alla fine della stagione, che è una decisione che ci può stare. Gli altri profili sondati portavano a richieste con l’idea di provare a costruire qualcosa anche per la prossima stagione. Anche la scelta “Galeone del basket” o qualsiasi nome di traghettatore vogliate metterci, lascia ulteriormente così riguardo al ragionamento che facevi tu della direzione.
Il riferimento a Galeone, per alleggerire un po’ il discorso, è una grande perla e comunque io non lo so se loro sono andati direttamente su di lui o hanno fatto altri mille tentativi prima e sono andati come ripiego, ma non viene detto niente di quello che vogliono essere, questo è un dato di fatto. Io commento solo il dato di fatto e il dato di fatto è che chiuso un capitolo in questo modo, non riesco bene a identificare quale possa essere quello nuovo. In generale potrebbe essere un problema non identificare un’identità e soprattutto identificare quelli che possono essere gli obiettivi e il modo in cui ci si vuole arrivare.





