Staff tecnico, proprietà e back office
Staff tecnico 7: nonostante gli alti e bassi di questa stagione l’operato di Repesa e di tutto lo staff tecnico è ampiamente sufficiente e la prima parte di stagione con i suoi picchi di qualità ha messo in luce come siano riusciti ad esaltare i pregi di tutti i giocatori, compresi quelli che non avevano mai messo piede nel campionato italiano come Abdur-Rahkman.
La vittoria contro Varese in Coppa Italia nonostante gli infortuni e la vittoria in gara 3 contro Milano sono la prova di quanto il gruppo fosse compatto e di come Repesa sia riuscito ad esaltarne le qualità, ma tra le due vittorie ci sono state delle scelte e dei momenti non sempre coerenti che avrebbero potuto rovinare una stagione ad alti livelli.
Proprietà 6,5: la proprietà della VL Pesaro si è dimostrata coerente con quanto affermato e sostenuto ad inizio campionato nonostante tutti i limiti di una società che ha tra i budget più bassi del campionato.
Nessuno ha mai voluto fare il passo più lungo della gamba, evidenziando che l’obiettivo principale per Pesaro era ed è una tranquilla salvezza; le spese sono state sempre ponderate e attente confermando però la volontà di essere competitivi come dimostrano gli acquisti di Gudmundsson e di Daye per sopperire agli infortuni di Tambone e Mazzola seppur nel secondo caso il sostituto sia arrivato “in ritardo” rispetto a quanto auspicato.
Il raggiungimento dei playoff e della Coppa Italia dimostrano il loro buon operato.
Back office 6,5: il mercato estivo frutto della collaborazione tra Repesa e il back office ha portato nell’immediato risultati addirittura più alti di quelli sperati con uno dei budget più bassi dell’intero campionato; durante la stagione però gli infortuni di Tambone e Mazzola hanno rallentato questo ingranaggio e se per il primo dei due il sostituto è stato repentinamente acquistato per non perdere l’occasione di qualificarsi in Coppa Italia nel secondo caso il ritardo nella sostituzione, legato alla politica di evitare spese eccessive anche a fronte degli obiettivi iniziali, avrebbe potuto compromettere la stagione.
Inoltre un altro neo nel mercato e nella gestione del roster è stata la conferma di Gudmundsson anche dopo il rientro di Tambone prolungando il suo contatto fino a fine stagione nonostante fossero già presenti giocatori nel suo ruolo; questo ha portato ad una riduzione del suo minutaggio e al trovarsi relegato in tribuna all’arrivo di Daye risultando quindi in alcuni momenti un esubero stipendiato dopo l’infortunio di Mazzola.





