Walter De Raffaele è pronto a fare le valigie. Il tecnico livornese, 57 anni, si appresta a diventare il primo allenatore italiano nella storia della B League, il massimo campionato giapponese di basket. La sua destinazione è l’Utsunomiya Brex, una delle squadre di punta del basket nipponico: titolo vinto due stagioni fa, semifinale nella scorsa stagione e vittoria nell’East Asia Super League.
Al momento dell’intervista con La Provincia, De Raffaele è ancora a Livorno, dove vive, impegnato a chiudere gli ultimi dettagli e a completare il roster. Il fuso orario con il Giappone è di sette ore, il che significa che le videochiamate con la società partono spesso intorno alle sei di mattina:
“Con una curiosità mi appresto a vivere una situazione sportiva, chiaramente non vado lì solo per cambiare aria. Andrò in Giappone per vedere quanto mi saprò adattare a tante cose nuove: una lingua sconosciuta, usi e costumi, sportivamente parlando, al numero di partite elevatissimo. La lega è organizzata sul modello NBA, con quattro ‘conference’ e si giocano tre partite alla settimana.“
Una sfida totale, non solo tecnica. De Raffaele ha già iniziato a studiare il giapponese, ammettendo che non è per niente semplice e che per ora si sta concentrando sulle basi. Sul piano personale, almeno in un primo momento, partirà da solo in quella che lui stesso definisce un’«avanscoperta».
Un ruolo da apripista per la scuola italiana
De Raffaele non nasconde l’orgoglio per questo incarico e lo inquadra in una prospettiva più ampia. L’obiettivo non è solo allenare, ma portare la cultura cestistica italiana in un contesto completamente diverso:
“Spero di riuscire a portare la cultura italiana della pallacanestro anche in Giappone, magari facendo da apripista per altri colleghi. È importante che la scuola italiana dei tecnici possa varcare i confini dell’Italia e dell’Europa.“
Lo staff che lo affiancherà è definito eterogeneo: due assistenti giapponesi, un neozelandese, preparatori giapponesi e australiani. Tra i collaboratori figura anche Edoardo Rabbolini, con cui De Raffaele aveva già lavorato a Tortona e che arriva dall’esperienza alla Fortitudo.
Cantù, un capitolo chiuso ma non del tutto
Prima di questa avventura giapponese, De Raffaele aveva guidato Cantù alla salvezza. Un’esperienza breve ma intensa, alla quale guarda con affetto e senza rimpianti:
“La priorità l’avevo data a Cantù, poi le cose sono andate diversamente. Auguro il meglio a Cantù, ai tifosi: ho avuto attestati da tante persone e dalla società, ricambio tutto. Sono stati pochi mesi, ma intensi. Dico di più: se un giorno si presentasse la possibilità, mi piacerebbe tornare.“
A margine dell’intervista, De Raffaele ha espresso soddisfazione anche per Venezia, arrivata in finale scudetto dopo sette anni, definendo il risultato meritato e il pronostico tutt’altro che scontato.




