HomeNBAIl procuratore di Wembanyama incontra Pelinka e i Lakers: perchè?

Il procuratore di Wembanyama incontra Pelinka e i Lakers: perchè?

L’agente di Victor Wembanyama, Bouna Ndiaye, ha incontrato Rob Pelinka, general manager e presidente delle operazioni di basket dei Los Angeles Lakers, per un pranzo organizzato su iniziativa dello stesso Ndiaye. A riportarlo è Ramona Shelburne di ESPN.

Il motivo dell’incontro è legato a una figura ben precisa: Kobe Bryant. Pelinka, prima di diventare dirigente dei Lakers, è stato per anni il procuratore di Bryant, e Ndiaye voleva attingere direttamente a quella fonte per capire come il campione di Los Angeles approcciasse la crescita personale e il miglioramento tecnico.

“Volevo capire come lavorava Kobe, per poterne trarre insegnamento. Victor non è come chiunque altro. Dobbiamo essere creativi nel costruire programmi che siano pensati esclusivamente per lui.”

Pelinka, nel corso degli anni, ha raccontato alcuni aneddoti significativi sul metodo di Bryant: Kobe aveva studiato il comportamento dei grandi squali bianchi nella caccia per elaborare strategie difensive contro Allen Iverson, e aveva visitato la Cappella Sistina per riflettere sulla dedizione e la perseveranza di Michelangelo.

Il ritiro al Tempio Shaolin e la trasformazione fisica

L’incontro con Pelinka è avvenuto prima che Wembanyama partisse per un ritiro di dieci giorni al Tempio Shaolin, in Cina, un percorso spirituale e fisico fuori dall’ordinario. L’obiettivo della preparazione estiva era preciso: diventare più dominante fisicamente senza aggiungere massa muscolare e senza perdere le qualità atletiche che lo rendono unico.

“Voleva una trasformazione fisica che gli permettesse di correre senza mai fermarsi e di sfruttare meglio le sue caratteristiche per attaccare il canestro. E voleva essere messo alla prova.”

Il programma ha incluso sessioni di kung fu e, in un’occasione, Wembanyama ha percorso palleggiando un sentiero di montagna in quattro ore e mezza, un tracciato che normalmente richiede tra le sette e le otto ore di cammino. L’obiettivo, secondo Ndiaye, era costruire forza senza intaccare la flessibilità e la mobilità che rendono il suo gioco irripetibile.

I risultati sembrano aver dato ragione all’approccio: Wembanyama ha chiuso la stagione regolare al terzo posto nella corsa all’MVP e sta guidando gli Spurs nelle Finali della Western Conference, dove San Antonio conduce 1-0 sugli Oklahoma City Thunder dopo una prestazione storica in Gara 1.

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