Il momento dei Los Angeles Lakers resta complesso. La netta sconfitta per 128-106 contro i Detroit Pistons ha acceso i riflettori su due fronti diversi ma collegati: da un lato l’analisi lucida di LeBron James sui problemi strutturali della squadra, dall’altro la preoccupazione per le condizioni di Luka Dončić, costretto a lasciare momentaneamente il campo per un problema alla spalla.
LeBron e i nodi irrisolti dei Lakers
Dopo la gara, LeBron non ha cercato alibi e ha indicato con chiarezza le principali cause delle difficoltà dei Lakers, reduci da quattro sconfitte nelle ultime cinque partite.
Il primo problema riguarda i turnover, che diventano immediatamente punti concessi in transizione.
“È difficile difendere i “pick-six”. Perdiamo palla, non riusciamo a rientrare e le squadre ci puniscono in campo aperto”.
A dicembre, Los Angeles ha chiuso con la 29ª difesa della NBA, un dato che fotografa una fase difensiva inefficace e discontinua. LeBron ha citato anche i rimbalzi offensivi concessi e la mancanza di attenzione ai dettagli come fattori ricorrenti.
Infortuni e mancanza di continuità
Un altro tema centrale è la salute del roster. I Lakers non hanno quasi mai potuto contare sulla squadra al completo.
“Non abbiamo avuto il roster pieno per tutta la stagione. Abbiamo giocatori molto importanti fuori ed è difficile trovare ritmo e chimica così”.
Le assenze di Rui Hachimura, Austin Reaves e Gabe Vincent, unite ai rientri graduali di altri elementi, hanno reso complicata la gestione delle rotazioni. Pur riconoscendo il contesto, LeBron ha però chiarito che non è una scusa:
“Dobbiamo comunque eseguire. Abbiamo giocato duro, ma stasera la squadra migliore ha vinto”.
Contro Detroit, James ha chiuso con 17 punti, raggiungendo anche un traguardo storico: è diventato il 12° giocatore nella storia NBA a giocare a 41 anni o più.
Apprensione per Dončić: spalla sotto osservazione
Oltre all’analisi tecnica, la serata ha lasciato in eredità una nuova preoccupazione. Nel terzo quarto, Dončić ha lasciato il campo tenendosi la spalla sinistra, rientrando negli spogliatoi per accertamenti.
Al suo ritorno, lo sloveno indossava una fascia di supporto con protezione imbottita, segnale di un possibile fastidio fisico. Dončić è comunque tornato in campo nel quarto periodo, ma con un impatto ridotto nei minuti finali (0/3 dal campo e due palle perse).
Nel complesso ha chiuso con 30 punti, 5 rimbalzi e 11 assist in quasi 36 minuti, confermandosi il principale riferimento offensivo della squadra.
Un equilibrio fragile
Con i Lakers già alle prese con problemi difensivi e numerose assenze, le condizioni di Dončić diventano ora un fattore da monitorare attentamente. La squadra resta 20-11, ma la sensazione è che la seconda parte di stagione passerà dalla capacità di ridurre gli errori, ritrovare continuità difensiva e soprattutto preservare la salute dei suoi leader.
