Tre allenamenti pieni, compreso quello di ieri pomeriggio, all’insegna della necessità di conoscere e farsi conoscere. Del resto, lo ha detto lui stesso presentandosi: a Walter De Raffaele non piace sprecare tempo.
Dopo le presentazioni ufficiali e l’esposizione del manifesto programmatico, il nuovo tecnico di Cantù, chiamato a risollevare la squadra dopo l’esonero di Nicola Brienza, ha iniziato a muoversi sul terreno che gli è più congeniale: i dettagli tecnici.
La sfida di Reggio Emilia, un crocevia
Di prima mattina De Raffaele ha presentato la trasferta di domani alle 18 al PalaBigi, contro una Reggio Emilia partita male ma ora in piena ripresa. Ecco le parole del neo coach canturino rilasciata a La Provincia.
«Mi aspetto una partita difficile – ha esordito – perché vincere in trasferta, in questo campionato, è sempre complicato. Sarà una partita molto incentrata su di noi, non per mancanza di rispetto verso Reggio, ma perché dopo un cambio in panchina abbiamo bisogno di essere focalizzati sulle cose che dobbiamo fare».
Palle perse e rimbalzi: i primi correttivi
È presto per vedere una Cantù marchiata De Raffaele, ma qualche aggiustamento è inevitabile:
«L’intervento principale riguarda l’attenzione alle palle perse e la lotta a rimbalzo».
Nonostante una settimana complicata da malanni stagionali, nessuna assenza prevista:
«Bortolani è stato fuori quasi tutta la settimana, Green ha saltato un allenamento, ma saranno tutti della partita».
Serve voglia di ribellarsi
Il tecnico non nasconde lo stato emotivo del gruppo:
«Ho trovato una squadra preoccupata e tesa, ma cosciente del momento. La chiave è avere una squadra che senta il peso della responsabilità e che abbia voglia di ribellarsi a questa situazione. Il cambiamento deve partire soprattutto dai giocatori».
L’aspetto mentale e lo studio di Reggio
Il focus principale resta interno, ma Reggio è stata analizzata nel dettaglio:
«È una squadra che si sta ritrovando, anche grazie agli impegni in FIBA Europe Cup. Può produrre tanto fisicamente, è equilibrata e con giocatori importanti, come il nuovo arrivato Rossato».
Secondo De Raffaele, gli avversari hanno alti e bassi:
«Servirà mantenere intensità per 40 minuti, potrebbe essere un vantaggio».
Nessun preconcetto, parla il campo
Ampio spazio anche al tema delle rotazioni e dei giocatori meno utilizzati:
«Sono partito senza preconcetti. Non sono il Mago di Oz e ho bisogno di tempo. Quando si cambia si riparte da zero: è il campo che parla».
Il messaggio alla squadra è chiaro:
«Ho chiesto di dare il 100%, non è una frase scontata. Lo pretenderò nei limiti delle loro possibilità e ho chiesto di essere aperti all’apprendimento di concetti diversi».
Vecchie certezze e nuove richieste
Entrare in corsa comporta rischi:
«Si rischia di fare confusione. È giusto inserire nuovi concetti mantenendo le cose buone. Trovare un equilibrio non è semplice, anche per l’ansia che ci circonda».
Difesa, sacrificio e identità
Cantù è ultima, ma il campionato resta aperto:
«È una lega competitiva. Nel girone di ritorno anche le squadre di seconda fascia cambiano volto. Le distanze si accorciano».
Sul basket sempre più offensivo:
«Attacchi spettacolari portano pubblico, ma servono talento e continuità. Anche noi vogliamo alzare il ritmo: in velocità si possono nascondere alcuni limiti».
Il marchio De Raffaele: difesa e sistema
La chiusura è tutta nella sua filosofia:
«È una squadra che ha poca propensione alla difesa. Ora serve sacrificio, ognuno per quello che può dare. Credo in un sistema che possa coprire certi limiti. Si può anche pensare di segnare 85 punti e subirne 84».
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