HomeLega BasketCantù, De Nicolao promuove De Raffaele: “È l’uomo giusto, ora serve fiducia”

Cantù, De Nicolao promuove De Raffaele: “È l’uomo giusto, ora serve fiducia”

A Cantù nessuno conosce Walter De Raffaele meglio di Andrea De Nicolao. Sette stagioni alla Reyer Venezia, sei delle quali vissute insieme, condividendo scudetto, Coppa Italia e FIBA Europe Cup. Un rapporto profondo, umano e professionale, che oggi si ritrova in Brianza nel momento più delicato della stagione.

Per De Nicolao, la scelta del club è chiara, come ha dichiarato a La Provincia:

«Per me è un mentore, per il mio tipo di pallacanestro. Gli do il benvenuto, felice che la società abbia pensato a lui».

Il passaggio di testimone e il rispetto per Brienza

Prima di guardare avanti, De Nicolao tiene a fare un passo indietro:

«Con Nicola Brienza abbiamo passato un anno e mezzo importante. La promozione e la Coppa Italia sono anche merito suo».

Un rispetto sincero, che non cancella quanto costruito:

«Ha vinto al primo colpo, con una squadra nuova. Sono cose che rimarranno nella storia del club».

Perché De Raffaele è l’uomo giusto

Il cambio arriva dopo nove sconfitte, ma il capitano non entra nel merito delle decisioni societarie. Piuttosto, sottolinea il valore del nuovo tecnico:

«Walter era il capofila del progetto Reyer. Ci ha fatti crescere come giocatori e come uomini».

Un allenatore attento anche all’aspetto umano:

«Spesso ci si dimentica che siamo persone, oltre che professionisti».

La prima richiesta: serenità e sorriso

Il messaggio iniziale è stato semplice ma chiaro:

«Ci ha chiesto di stare sereni. Di lavorare forte, ma anche di tornare a sorridere».

Un aspetto tutt’altro che banale in un momento di difficoltà:

«Positività e sorriso aiutano a lavorare meglio».

Autostima e fiducia: la chiave per ripartire

Dal punto di vista motivazionale, De Raffaele sta lavorando sulla testa della squadra:

«Sta lavorando sull’autostima, sulla fiducia nei propri mezzi».

De Nicolao non nasconde la realtà:

«Il morale è basso. Ora bisogna tornare a un livello alto di fiducia per tornare a vincere».

Un sistema diverso, da costruire insieme

Sul piano tecnico, il cambiamento è netto:

«Il suo sistema di gioco è molto diverso da quello di Brienza».

L’adattamento sarà reciproco:

«Lui si adatterà alle nostre caratteristiche, ma anche noi dovremo capire le sue esigenze».

Impatto immediato in palestra

A Seveso, nonostante il poco tempo, il lavoro è già intenso:

«In poche ore si è lavorato nel profondo, toccando tanti argomenti».

Serve attenzione mentale prima ancora che fisica:

«Bisogna stare con il cervello aperto per assorbire più informazioni possibili».

Il ricordo più bello: lo scudetto Reyer

Tra i trofei vinti insieme, uno resta speciale:

«Lo scudetto è sempre lo scudetto. Fu una cavalcata infinita, davvero sudata».

Il debutto a Reggio Emilia e l’orgoglio richiesto

La prima sfida sarà subito pesante:

«Mi aspetto una reazione d’orgoglio forte. Tutti devono mettere in campo il 110%».

Cantù dovrà giocare ogni gara come una finale:

«Da qui alla fine, coltello tra i denti».

La corsa salvezza e l’unica strada possibile

Con una retrocessione in meno, l’obiettivo è chiaro:

«Ora facciamo la corsa su Treviso. Prima bisogna mettersi alle spalle una squadra».

E per uscire dal momento difficile, De Nicolao non ha dubbi:

«Il lavoro è l’unica via d’uscita».

Cantù riparte da qui. Dalla fiducia, dal lavoro e da un allenatore che sa come si costruisce una mentalità vincente.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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