È ufficialmente cominciata l’era di Walter De Raffaele sulla panchina dell’Acqua S.Bernardo Cantù. Il nuovo allenatore ha vissuto le sue prime ore intense tra presentazione ufficiale, visita alle strutture e primi confronti con dirigenza e squadra, chiamata a una missione complessa ma non impossibile: centrare la salvezza in una stagione profondamente segnata dalle difficoltà. Di seguito, le sue dichiarazioni, riportate rispettivamente dal Corriere della Sera e da La Provincia.
De Raffaele non nasconde il momento delicato:
”La situazione è molto difficile, siamo in fondo alla classifica, ma c’è il desiderio di cambiare le cose. Da parte mia garantisco massimo impegno e massimo sforzo”.
Un messaggio diretto, ma accompagnato da una linea chiara: nessun panico, bensì lavoro quotidiano e lucidità. Il tecnico livornese individua subito la priorità:
“Bisogna lavorare soprattutto sulla parte difensiva, ma i giocatori hanno esperienza per giocare a questo livello. È una squadra presa in corsa e modificata: mi adatterò alle caratteristiche che ho, cercando di prendere il massimo da ogni giocatore”.
Difesa, intensità e identità sono i cardini del suo metodo. De Raffaele lo ribadisce senza ambiguità:
“Amo lavorare sull’assetto difensivo, ma devo prima farmi un’idea precisa della squadra. Non sono integralista: conta mettere i giocatori nelle condizioni migliori per rendere”.
Sul piano emotivo, il nuovo coach invita l’ambiente alla calma:
“C’è una variabile tempo che stringe e può generare ansia: va ridotta. Tutto va vissuto partita per partita. Dovrò anche rasserenare la testa dei giocatori e calmare l’ambiente”.
Cantù, per De Raffaele, rappresenta molto più di una semplice panchina:
“È una piazza importante del basket italiano, non solo per la tradizione ma per quello che può diventare. È un’occasione da prendere al volo2.
Un concetto rafforzato anche dal presidente Roberto Allievi, che parla apertamente di progettualità:
“De Raffaele arriva in un momento molto delicato. Il 2026 sarà un anno fondamentale per la società: il nostro obiettivo è rimanere in Serie A”.
Nessuna promessa irrealistica, dunque, ma un percorso definito:
“C’è un progetto concreto. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma anche della possibilità di cambiare la situazione”.
Il messaggio finale è chiaro e coerente: niente proclami, nessuna ansia. Solo lavoro, difesa e fiducia nel processo. Cantù riparte da qui.





