Nel corso dell’ultima puntata di Backdoor Call, Marco De Benedetto ha analizzato il momento complesso vissuto dall’Olimpia Milano, soffermandosi sulle difficoltà tra campionato ed Eurolega, sulla gestione della pressione e sulla necessità di ritrovare continuità.
«Sì, ovviamente le due competizioni (Eurolega e campionato) non sono uguali. Il calendario che incalza dall’inizio alla fine ti propone sempre sfide difficili, tutte le squadre del campionato italiano ti aspettano per giocare alla morte. È complicato. Bisognerebbe cercare – detto qua al podcast è facile, quando sei tutti i giorni in palestra è più difficile – di isolare partita dopo partita e non creare mentalmente una conseguenza forzata di quello che succede.
Tanto ormai si sono già superate le venti partite condotte da Peppe e ci sono stati momenti diversi. Questo perché la squadra è meno stabile dal punto di vista tattico di quello che doveva essere, ma non per colpa di Peppe, né per colpa di Messina prima.
Onestamente c’è sempre stata molta intermittenza di condizione fisica con poca brillantezza. Questo ha penalizzato una squadra che probabilmente potrebbe andare a un ritmo diverso rispetto a quello che propone, specialmente pensando alla maggior parte degli interpreti, che potrebbero dare più spazio alle loro esuberanze fisiche.»
«Non aiutano nemmeno alcune pieghe che hanno sicuramente un peso, ma non così decisivo come il comprensibile sfogo rivolto al tema arbitrale. Sono tutte cose che ci sono, ma alla fine l’importante è non perdere il focus su quello che si fa.
Peppe ha dimostrato di essere particolarmente bravo nel tenere una linea e nel tenerla dritta l’anno scorso. Credo che la sua sfida sia quella di rifarlo quest’anno in una situazione molto diversa da Brescia, più sfidante, ma sicuramente ce la può fare.
Servirà tenere la barra dritta, per Peppe e per l’Olimpia. Vedremo cosa succederà nel prossimo futuro.»





