L’attesa è finita. Lunedì a Treviso Stefano Tonut tornerà finalmente in campo, chiudendo un’assenza lunga e complessa iniziata il 23 novembre, quando una infezione acuta al fegato causata da contaminazione alimentare virale lo aveva costretto allo stop totale. Ecco la sua intervista rilasciata alla rubrica Uomini e Canestri. Un periodo durissimo per un atleta che ha sempre fatto della cura del corpo e della disciplina quotidiana uno stile di vita:
«Per un mese non ho potuto fare altro che stare fermo. Recupero lento, senza medicinali, solo dieta e pazienza. Ora però non vedo l’ora di giocare».
Il fisico ha risposto bene, il desiderio di tornare è più forte che mai.
Una stagione complicata tra infortuni e cambiamenti
Il 2025 non è stato un anno fortunato per l’esterno dell’Olimpia. In estate l’Europeo saltato per una distrazione muscolare, poi una stagione frammentata: 14 presenze su 45 partite complessive disputate dall’Armani Milano.
Un’assenza che ha coinciso anche con un momento storico per il club:
l’ultima partita giocata da Tonut
l’ultima panchina di Ettore Messina prima delle dimissioni
Da allora, tutto è cambiato.
La nuova Olimpia di Peppe Poeta
Il ritorno di Tonut coincide con un’Olimpia profondamente diversa, guidata ora da Peppe Poeta head coach. Un cambiamento che il giocatore osserva con entusiasmo e lucidità:
«In attacco oggi vedo più fluidità e leggerezza, con responsabilità distribuite. Ma dobbiamo fare uno step in più in difesa, soprattutto negli uno contro uno».
Poeta, allenatore giovane e molto vicino al gruppo, sta trovando il giusto equilibrio tra dialogo e fermezza:
«Ora sta capendo che, in certi momenti, una sgridata fatta bene è necessaria».
Difesa, leadership e l’eredità di Bolmaro
L’assenza di Tonut e quella di Leandro Bolmaro hanno pesato enormemente sugli equilibri difensivi dell’Olimpia. Tonut non ha dubbi:
«Bolmaro trae energia dalla difesa per poi rendere al massimo in attacco. Per Poeta, oggi, è insostituibile».
Il suo rientro può però colmare parte del vuoto:
«Sono quello che più si avvicina al suo tipo di gioco. In campionato posso dare una mano anche sotto questo aspetto».
Il legame con Poeta e il calore di Milano
Il rapporto tra Tonut e Poeta nasce da lontano, quando Peppe era ancora in campo. Tra aneddoti e sorrisi, emerge una stima reciproca solida, rafforzata in questi mesi difficili.
Ma a colpire Tonut è stato soprattutto l’ambiente:
«La vicinanza di Poeta, dei compagni, della società e dei tifosi è stata incredibile. A Milano non me l’aspettavo così forte, mi ha riempito d’orgoglio».
Obiettivo Coppa Italia: Tonut come arma in più
Il rientro di Treviso servirà per ritrovare ritmo in vista delle Final Eight di Coppa Italia, competizione che Tonut ha già vinto in passato… proprio tornando da un infortunio.
«L’unica Coppa Italia che ho vinto rientravo da uno stop. Spero che la storia possa ripetersi».
Con la sua difesa, esperienza e mentalità, Stefano Tonut può davvero diventare l’arma in più dell’Olimpia nella fase decisiva della stagione.
? Approfondisci il tema
Chi ha letto questo articolo ha trovato utili anche:





