Alla deadline NBA arriva anche una trade a tre squadre che coinvolge Milwaukee Bucks, Phoenix Suns e Chicago Bulls.
Un’operazione meno appariscente rispetto ai grandi nomi, ma molto indicativa di come le franchigie stiano gestendo cap, luxury tax e profondità del roster.
Phoenix Suns
Il dato chiave per Phoenix è uno solo: uscita totale dalla luxury tax.
I Suns sono passati dal second apron a inizio offseason a una gestione molto più sostenibile, senza sacrificare rotazione reale.
Sia Hayes-Davis che Richards erano usciti dalla rotazione di coach Jordan Ott, con meno di 25 minuti complessivi giocati dal 1° gennaio. Dal punto di vista tecnico, l’impatto immediato è minimo.
Coffey come possibile valore aggiunto
Il vero upside è Amir Coffey. Con i Clippers, tra 2023-24 e 2024-25:
40% da tre complessivo
13 partite da titolare in entrambe le stagioni
24.3 minuti di media
presenza stabile in una squadra da playoff
Il suo passaggio a Milwaukee non ha funzionato (7/25 da tre, meno di 10 minuti a gara), ma un cambio di contesto potrebbe riattivarlo come ala di rotazione affidabile.
Cole Anthony aggiunge profondità nel backcourt, senza cambiare gerarchie.
Per Phoenix è una mossa pulita, difensiva e razionale.
VOTO: 7.5
Continua nella pagina successiva





