Un Prentiss Hubb mai visto trascina la Bertram alla rimonta contro Trieste con una prestazione destinata a entrare negli archivi della Serie A. L’esterno statunitense gioca una partita clamorosa, mettendo insieme 37 punti, 6 assist e 39 di valutazione, numeri che raccontano solo in parte l’impatto totale avuto sul match.
Le percentuali sono da videogame: 8/11 da due, 6/10 da tre, 3/4 ai liberi. Una prova che vale il nuovo record realizzativo di un giocatore Bertram in Serie A, superando i 35 punti segnati la scorsa stagione da Justin Gorham a Trento, e anche la miglior prestazione per punti dell’attuale campionato, meglio dei 34 di Vital contro Sassari.
Per “P”, così lo chiamano tutti, è anche la miglior gara realizzativa in carriera, college compreso.
“Chiamatemi P”: quando il gioco rallenta
Ecco le sue parole a Il Piccolo Alessandria: «È stata una di quelle serate in cui tutto è filato liscio», racconta Hubb con la calma di chi sembra quasi non rendersi conto di aver scritto una pagina di storia.
«Fin dai primi minuti mi sono sentito aggressivo e sicuro. I compagni mi hanno messo nelle posizioni giuste e, quando vedi entrare qualche tiro all’inizio, il gioco rallenta. Cerchi solo di fare le letture corrette. Ma la cosa più importante è stata aiutare la squadra a vincere».
Fuori dal campo, zero divismi: famiglia, videogiochi e ristoranti, una quotidianità semplice che riflette il suo approccio anche sul parquet.
Regista, guardia, finalizzatore: l’identikit perfetto
Difficile incasellarlo in un ruolo solo. Hubb però ha le idee chiare:
«Mi sento una guardia capace di fare un po’ di tutto. Mi piace creare gioco, leggere la difesa ed essere aggressivo quando c’è l’occasione. L’obiettivo è sempre fare la giocata giusta per la squadra».
Un manifesto del suo basket: efficace, altruista, concreto.
Mentalmente forte, dentro un gruppo solido
La stagione di Hubb non è stata lineare. Avvio complicato, crescita progressiva, poi una nuova fase dalla panchina.
«È stato un anno di apprendimento. Ho dovuto adattarmi a una nuova squadra e a nuove aspettative. Ora ripartire dalla panchina è un’altra sfida, ma la affronto con positività. Mi sento mentalmente forte e completamente integrato».
Al centro, sempre il gruppo.
«Questa è una squadra solida e altruista. Tutti conoscono il proprio ruolo e hanno a cuore il bene comune. Così possiamo competere contro chiunque».
Coppa Italia nel mirino: “In una Final Eight può succedere di tutto”
Prima Sassari, poi la Coppa Italia, appuntamento che Hubb attende con entusiasmo.
«Adoro questo evento: una partita secca, ad alta intensità, senza margine di errore. È emozionante. Andiamo partita dopo partita, con fiducia e dando tutto. In una Final Eight può davvero succedere di tutto».
Se il leader è questo Prentiss Hubb, antidivo e totale, la Bertram può sognare. E non solo per una notte.





